Il Tirreno

Grosseto

Gli "sdegnati" lasciano l'associazione

Alfredo Faetti

Cercano una composizione che sfocia in lite: intervengono i carabinieri

3 MINUTI DI LETTURA





SCARLINO. Termina nel peggiore dei modi la crisi del Comitato della Croce Rossa di Scarlino: con i volontari che abbandonano l'associazione, dopo un ultimo confronto in cui sono dovuti intervenire anche i carabinieri, e con il commissario Alduvinca Meozzi che valuta il da farsi su quanto viene scritto su Facebook.  S'infrangono qui tutte le speranze di riconciliazione, rimaste vive dalla fine dell'estate, quando lo strappo tra le due parti ha iniziato a diventare profondo. La situazione è precipitata negli ultimi giorni in cui si è tentata una mediazione. Da un po' di tempo infatti si era fatta strada un'indiscrezione che voleva il cambio della guardia alla guida del Comitato scarlinese, con Meozzi pronta a passare la mano. Tanto è bastato ai 16 volontari per pensare ad un reinserimento nella Cri, dopo che si erano messi in riserva proprio in contrasto con il commissario.  Nei primi giorni della settimana alcuni rappresentanti si sono presentati con le richieste di riammissione nella sede; ad attenderli c'era il commissario provinciale Mirio Rabazzi, mandato dal commissario provinciale Hubert Corsi a settembre, in piena bufera, a ricoprire ad interim il posto di Scarlino. «La sua presenza e il suo operato sono stati del tutto distruttivi» dicono i volontari. Tant'è che al momento della presentazione delle richieste di riammissione è scoppiata una lite tra loro e Rabazzi, placata con l'intervento dei carabinieri. Un qui pro quo risolto poi con un dialogo civile tra le due parti, ma che in ogni caso ha segnato il divorzio definitivo dei "dissidenti" della Cri. «Forse era meglio se ci chiamavano "gli sdegnati"» dicono i 16 volontari, che ora vogliono «chiudere questa vergognosa parentesi». Gli "sdegnati" scrivono queste parole in una lettera che sancisce la loro decisione: «abbandonare definitivamente la Croce Rossa» e «costituire una nuova associazione, che provvederà a riportare il servizio ancora più efficiente di prima».  Una scelta arrivata, spiegano, dopo averle «provate tutte per far sì che questo comportamento da parte dei vertici nazionali, si trasformasse in una scelta leale e non penalizzante per chi come noi ha sempre dato il massimo». Ossia, rimuovere Meozzi dal suo incarico. Ci hanno provato, dicono, ma «abbiamo sbattuto la testa contro quelle persone che usano quel simbolo solo per interessi personali». Parlano della commissaria. Lo si capisce quando attaccano per la sua scelta di «trasferire l'unico dipendente del Comitato, per vendicarsi nei confronti dei volontari», dato che il dipendente in questione era vicina agli "sdegnati". Meozzi, dal canto suo, appreso della lettera per un'intervista, si limita a dire: «ne prendo atto». «La situazione nel Comitato scarlinese sta andando bene e stiamo per concludere il corso di formazione di 27 aspiranti nuovi volontari. Il 17 dicembre avranno l'esame finale e poi sceglieranno la componente a cui aderire. Insomma, la situazione sta migliorando». Ma per Meozzi la questione con i volontari, forse, non finisce qui. «Quello che viene scritto su Facebook nei miei confronti mi fa riflettere: forse sono stata troppo buona per ora. Magari è arrivato il momento di fare qualcosa». Sul social network le parole rivolte al commissario sono offese, chiare e tonde. Quindi, anche se non lo dice apertamente, quel "qualcosa" è facile capire di cosa si tratti.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web