Il Tirreno

Grosseto

Funerali solenni a Firenze poi la sepoltura al Giglio Fra' Luciano torna a casa

Sara Landi
Funerali solenni a Firenze poi la sepoltura al Giglio Fra' Luciano torna a casa

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ISOLA DEL GIGLIO. Il giorno di lutto cittadino sarà proclamato mercoledì 30 novembre, in occasione dei funerali a Firenze e della sepoltura nel cimitero della sua amatissima isola. Ma già da martedì scorso, appena sono arrivate le prime drammatiche notizie dalla Tanzania, tutta la comunità del Giglio è in lutto per la morte di padre Luciano Baffigi. Stretta attorno al fratello e alla sorella di padre Luciano, Pietro e Lucia, e ai suoi nipoti.  L'ultima volta al Giglio padre Luciano c'era stato a settembre, in occasione dei festeggiamenti per San Mamiliano, patrono dei gigliesi. Un appuntamento per lui imperdibile, che non mancava mai di vivere nella sua isola come tutte le feste, con i familiari e gli amici, malgrado la vocazione lo avesse portato a vivere lontano dal Giglio.  «Avevo sentito della disgrazia in Tanzania ma non avevo subito ricollegato che potesse essere coinvolto padre Luciano - confida commosso il sindaco Sergio Ortelli - Quando poi ho saputo sono rimasto letteralmente sconvolto come tutta la cittadinanza. Perdiamo una persona particolarmente squisita, che malgrado gli impegni dei suoi importanti incarichi è rimasta sempre legatissima alla sua terra dove aveva i fratelli, i parenti e tanti amici. A tutti loro l'amministrazione comunale esprime la sua vicinanza».  Ortelli lo ricorda come una sorta di «emigrato speciale. Faceva un lavoro particolare, diciamo pure così, ma condivideva con gli altri emigrati dall'isola lo stesso attaccamento e si teneva aggiornato anche attraverso i siti di informazione on line su ciò che accadeva sull'isola». Come se non fosse mai partito del tutto insomma. Da quella che, lo ricordano tutti, è sempre stata una terra di vocazioni, che ha dato alla Chiesa tanti sacerdoti, suore e frati. E ora ne deve salutare uno. Un grande uomo, oltre che un grande sacerdote e frate cappuccino. Una persona semplice e cordiale, queste le parole più ricorrenti nei ricordi di chi lo conosceva.  Le prime che vengono in mente, anche al parroco di Giglio Castello, don Vittorio Dossi: «Quando era sull'isola vestiva "in borghese" ma è sempre stato rispettosissimo della regola e attaccato al suo ordine. E anche quando dormiva dal fratello al Porto veniva quassù al Castello a celebrare la Messa». Lassù dove era nato, l'11 novembre del 1947, lui, il figlio del Collocatore. Così era soprannominato nel borgo per via del lavoro del padre, che lavorava all'ufficio di collocamento. A raccontare l'aneddoto è un amico d'infanzia di padre Luciano, l'ex sindaco e oggi consigliere comunale Attilio Brothel. Lo fa con il cuore in mano, di chi ha perso sia un caro amico di vecchia data («io ero un po' più grandicello ma a quell'età quattro anni di differenza non vogliono dire nulla») sia un punto di riferimento nella fede. «Del resto veniva da una famiglia di una rettitudine assoluta - ricorda Brothel - e ha avuto presto la vocazione, credo ai tempi delle medie. Il padre lo mandò a studiare in un convento e da lì è partita la sua storia e la sua vita di religioso e missionario».  Una vita intensissima, coronata dall'incarico di ministro della provincia toscana dei cappuccini: padre Luciano era diventato negli ultimi anni un punto di riferimento per tutto il suo ordine a livello regionale. E in questa veste era andato in Tanzania, a visitare le attività di alcune missioni presenti nel paese africano dagli anni Sessanta e a inaugurare una scuola materna e dei laboratori per le scuole superiori a Kongwa. L'incidente ha spezzato tragicamente la sua missione pastorale e la sua vita, insieme a quella dei due frati cappuccini che viaggiavano con lui (padre Corrado, livornese, e padre Silverio, di origini aretine) e del giovane volontario, Andrea Ferri, che era con loro.  Le esequie di padre Baffigi saranno celebrate mercoledì prossimo in Santa Croce a Firenze, con le autorità e il gonfalone del Comune, e successivamente verrà portato sull'isola per la tumulazione. In terra gigliese. Quella terra che oggi piange, come scrive in una nota lo stesso sindaco Ortelli, «una parte della sua anima, quella più vera e sincera, dolce e pura».

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di Redazione web