Toscana
Santa Liberata, Foce Albegna e Talamone: il Comune studia soluzioni, quasi 800 famiglie aspettano
Diportisti lagunari col fiato sospeso
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TALAMONE Larea degli ormeggi riservati al piccolo diporto Il 30 novembre barche a secco: c'è incertezza sul futuro degli ormeggi
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ORBETELLO. Un piccolo esercito di barchette da diporto sta per essere tirato in secco, sulla riviera del comune di Orbetello, e circa un migliaio di appassionati delle varie forma di pesca sportiva e delle gite in barca sottocosta interromperanno la loro attività con la speranza che l'anno prossimo si possa continuare ad esercitare quella che è una vera e propria passione. Una passione che, su questo tratto della Costa d'Argento, è uno dei passatempi principali sia per i turisti sia per i residenti, che - nati e vissuti in vicinanza del mare - hanno sempre dimostrato con esso un feeling particolare. Il 30 novembre andranno in scadenza i termini delle ordinanze di Santa Liberata e Talamone, con le quali il Comune lagunare ha regolamentato la fruizione degli ormeggi sociali in zone demaniali; mentre quella di Albinia, che autorizzava tre pontili sulla foce dell'Albegna, era già scaduta al 30 di settembre. Dunque tre realtà, tre punti fondamentali della costa da dove hanno sempre preso il largo tutti i diportisti, orbetellani e non. In particolare, da Santa Liberata i residenti in Orbetello, per lo più legati all'Ado; dalla foce dell'Albegna i residenti nella frazione di Albinia nonché i frequentatori dei campeggi operanti lungo la costa; e infine da Talamone, dove nel canale scolmatore del porto ormeggiano in prevalenza i residenti di Talamone e Fonteblanda, con piccoli gozzi e lance spesso tramandate di generazione in generazione. Ma per la prossima stagione il Comune dovrà trovare una nuova soluzione, visto che i dispositivi delle ordinanze emessi dalla giunta Matteoli nello scorso aprile fanno presagire un'impossibilità nello sfruttare il solito strumento amministrativo straordinario: una questione non semplice anche per l'eterogeneità dei tre contesti, ognuno caratterizzato da una diversa situazione contingente. A Santa Liberata ormeggiano circa 250 natanti, 172 dei quali di proprietà degli orbetellani, 50 dei residenti nel comune di Monte Argentario e 24 riservati ai turisti in transito: interessato il "lato verso il Monte Argentario" del canale di Santa Liberata, che funge anche da confine tra i due comuni. Qui la soluzione dovrebbe venire da un bando pubblico per la fruizione a fini di ormeggi sociali, visto che già lo scorso anno è stata individuata una nuova destinazione urbanistica per quell'area dove gli ormeggi dovrebbero essere trasferiti sul lato opposto del canale, in pieno territorio comunale di Orbetello. Per l'Albegna, dove ogni estate sostano in media 200 imbarcazioni disseminate su tre pontili nelle vicinanze della foce, in realtà esiste già dal 2008 una variante al piano regolatore che prevede un'area destinata a sosta e ormeggi in una zona più a monte del ponte sulla statale Aurelia: il problema è che l'opera presuppone un notevole investimento per tutta una serie di infrastrutture, forse impensabile nel breve periodo e comunque non congruo con una eventuale destinazione sociale degli approdi. A Talamone, infine, la regolamentazione è arrivata solo da tre anni dopo che da più di cinquant'anni alcune persone ormeggiavano la barca nello stesso punto in maniera libera: un provvedimento giusto che ha riservato più di 100 posti ai residenti di Talamone e Fonteblanda, un esiguo numero agli altri residenti nel comune di Orbetello e quasi 50 posti ai non residenti in loco, individuati tra turisti e proprietari di seconde case. Qui però il "fosso", come tutti lo chiamano, rientra nell'area del nuovo Porto di Talamone che da svariati anni è oggetto di studi, dibattiti e sviluppi urbanistici non ancora totalmente delineati. Insomma un bel mix di problematiche, sicuramente non irrisolvibili ma che presuppongono comunque attenzione: dietro le circa 7-800 barche appartenenti al piccolo diporto nautico, oltre ad una tradizione dovuta alla convivenza col mare, oltre ad una passione per la piccola pesca che fa parte integrante della cultura dei borghi marinari, esiste anche un indotto fatto di meccanici, rimessaggi, negozi di nautica, pesca e diving, piccoli cantieri per antivegetative e riparazioni varie che rappresentano un rilevante giro di affari e di conseguente lavoro per molti soggetti residenti nel comune marittimo - lagunare. E poi, dalla prossima estate, che mare sarebbe se affacciandosi da Talamone o dalla Giannella vedessimo solamente poche barche di grandi dimensioni e niente più? Verrebbe da pensare di abitare in un altro posto... Sabino Zuppa CAPALBIO Tv, c'è lo sportello sos digitale CAPALBIO. È attivato dal 22 novembre al 31 gennaio 2012, all'Ufficio turistico di Capalbio Scalo (piazza Forti) il servizio di informazione per la sintonizzazione dei canali per il digitale. Per maggiori informazioni si può chiamare il numero 0564 899047 dalle 17 alle 20 tutti i giorni compresa la domenica, oppure il numero verde istituito dalla Regione Toscana 800022000
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