Il Tirreno

Grosseto

«Pronti a costruire il depuratore»

Al.Fae.
<b>NUOVA SOLMINE</b> Ottorino Lolini &egrave; l&#146;ad dell&#146; azienda
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NUOVA SOLMINE Ottorino Lolini è l’ad dell’ azienda

Servizi integrati nell'area, la Nuova Solmine pensa a una soluzione I follonichesi hanno rischiato di restare con le fognature chiuse

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 SCARLINO. Il rischio che Scarlino Energia interrompesse la sua attività di depurazione delle acque ha dato uno scossone al polo industriale, che per un attimo ha visto lo spettro di un pericoloso effetto domino, che avrebbe investito anche il depuratore di Follonica. E adesso c'è chi non vuole più correre questo rischio.  Il Casone è un «condominio industriale, dove convivono le varie aziende».  Parola di Ottorino Lolini, amministratore delegato di Nuova Solmine. «Ma deve esserci un compromesso, altrimenti occorre trovare delle alternative».  Già, perché se alla fine fosse stata interrotta la depurazione dell'acqua ("salvata" dall'ordinanza provinciale) i problemi non sarebbero mancati, per tutto il territorio. «In caso di una sua improvvisa interruzione, poteva concretizzarsi il caso di una chiusura del nostro impianto, che di riflesso avrebbe avuto lo stesso effetto sulla Tioxide (rifornita di vapore, acque, acido solforico ed elettricità dalla Nuova Solmine ndc)». Un pericoloso effetto domino che se si fosse manifestato improvvisamente «non avrebbe consentito - spiega Lolini - una soluzione alternativa che risolvesse il problema al 100%». Un rischio sventato che non è il caso di correre di nuovo. «Io sono convinto che in un polo industriale più c'è interazione più c'è competività. Però devono esserci anche dei compromessi».  E se questi dovessero venir meno, per qualsiasi motivo, occorre prendere delle decisioni.  «Noi abbiamo un contratto fino al 2017 con Scarlino Energia (che si è ritrovata a capo degli impianti di depurazione come ultimo passo in un cammino di cambi di società, partito Eni e proseguito con Ambiente spa ndc) che ci garantisce questo servizio». Almeno fino a quando non ci sarà la decisione del Consiglio di Stato. «Ma per allora avremmo abbastanza tempo per organizzarci e mettere a punto soluzioni alternative. - dice l'ad - Non sottovalutiamo l'idea di avere una nostra autonomia in questo senso».  Certo, un'impianto di depurazione di acque industriali non si fa in due giorni. «Noi facciamo riferimento all'autorizzazione ministeriale che ci è stata rilasciata, in cui è previsto il servizio di Scarlino Energia». Se qualcosa cambia, ne serve una nuova, che ha il suo iter e i suoi tempi. Ma gli utlimi eventi hanno fatto suonare un campanello d'allarme, anche perché l'effetto domino non si sarebbe limitato all'area industriale. Nuova Solmine attraverso un canale pompa l'acqua di mare all'interno dell'impianto per il raffreddamento; dopodiché, l'acqua depurata torna indietro attraverso il suo canale, a cui si allaccia lungo il percorso anche lo scarico civile del depuratore di Follonica. Insomma, in sordina i follonichesi hanno rischiato di vedersi chiudere i propri scarichi. Le fogne, per capirsi.

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