Sicurezza
Tanti servizi garantiti: ha aumentato il patrimonio dellamministrazione di 13 milioni di euro
«Privatizzare il cimitero: che errore»
Francesca Gori
◗
NUOVE REGOLE. Per il cimitero di Sterpeto, gestito dalla San Lorenzo. Sotto, Luca Merelli Esternalizzando la San Lorenzo i cittadini pagheranno di più
3 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Sei cimiteri, un livello di gestione alto e tanti servizi che, con l'esternalizzazione dei rami commerciali d'azienda, rischiano di far schizzare in alto i prezzi per i cittadini. A partire dai costi per i funerali, tenuti bassi proprio grazie alla San Lorenzo servizi. Ci sono i costi per i cittadini, che rischiano di aumentare, e ci sono anche alcune ricadute sul Comune che rischiano di generare un effetto domino sulla città. Perché la San Lorenzo, oltre a costare zero all'amministrazione, ogni anno rende un utile all'ente di quasi trecentomila euro. Soldi che restano nelle casse dell'amministrazione attraverso l'acquisto dei loculi che sono stati realizzati dalla partecipata. Negli ultimi dieci anni, da quando la San Lorenzo ha cominciato a gestire i servizi cimiteriali, il patrimonio immobiliare del Comune è cresciuto di oltre dieci milioni di euro. E i soldi finiti nelle casse dell'amministrazione sono stati utilizzati per garantire alcuni servizi ai cittadini. La San Lorenzo, in sostanza, si autoalimenta. E alla fine dell'anno, ricava anche alcune centinaia di migliaia di euro di utile da versare al Comune. C'è la gestione dei sei cimiteri, ci sono tutti servizi accessori, ci sono i lavori da fare. «La manutenzione straordinaria è a carico del Comune - spiega il presidente della società Luca Merelli - ma è l'unica voce di bilancio dell'amministrazione che ci riguarda». I lavori, però, il Comune non li fa. Quello che succede invece, è che i 28 dipendenti della società pensano a tutto: dai funerali alle opere murarie. «In qusto modo - aggiunge Merelli - riusciamo ad ottimizzare le risorse e a non pesare sui conti della nostra società». Che fa utili, sì, come è proprio di una srl. «Ma è anche vero che gestire in questo modo le pompe funebri, ad esempio - aggiunge - è servito a calmierare i prezzi di mercato». Perchè, tutto compreso, alla San lorenzo un funerale costa circa 1.200 euro. Poi ci sono anche i servizi che non si conoscono, che comunque la società è in grado di garantire e di portare avanti senza costi aggiuntivi per la collettività: c'è l'obitorio utilizzato dalla procura, con una sala autopstica e sei celle frigorifere. Una stanza che viene utilizzata quando è necessario effettuare autopsie o quando le salme devono restare a disposizione della magistratura. Qui bisognerebbe studiare bene la legge e capire se, in caso di accorpamento dei servizi della San Lorenzo, le spese per la gestione di questo spazio tocchi poi all'amministrazione o allo Stato. Perché tenere le celle frigorifere accese, costa. E c'è anche il servizio di recupero salme, in caso di incidente, in caso di morte violenta. In tutti quei casi, quindi, che richiedono l'intervento della magistratura, che vengono fatte senza alcun costo aggiuntivo. Alla San Lorenzo, quei servizi, nessuno li paga. Ma sono garantiti. E anche il campo per l'inumazione degli arti, che si trova nella parte vecchia di Sterpeto. Le persone che subiscono l'amputazione di un arto hanno uno spazio a disposizione dove il braccio e la gamba viene inumato. E capita che qualcuno, abbia chiesto alla società di poter "ricongiungersi" al proprio arto, una volta morto. E, ovviamente, ci sono le inumazioni e le tumulazioni. Nel caso dell'acquisto del loculo, i cittadini pagano direttamente la quota (3mila 800 euro al cimitero di Sterpeto), direttamente al Comune. Poi l'Ente versa il 90% del costo alla società che ha realizzato i loculi e trattiene il rimanente. I loculi realizzati nell'ultimo periodo sono circa 700, ai quali andranno aggiunti quelli le cui concessioni sono in scadenza. Stesso discorso, ma con una percentuale differente, per la vendita delle cappelle di famiglia. Sono 65, quelle realizzate dalla San Lorenzo, da 4 a 6 posti ciascuna, che costano da 40mila a 65mila euro. In questo caso, quando un grossetano sceglie di acquistare una cappella, nelle casse del Comune resta il 16% del costo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
