Sicurezza
Il Comune incassa 3 milioni di euro
Francesca Ferri
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IL COMUNE trarrà nuova linfa per le sue casse dalle alienazioni di immobili Aggiudicati all'asta tre lotti tra cui un'area edificabile al Tiro a Segno
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GROSSETO. Che Babbo Natale sia sceso in anticipo giù per il camino del Comune di Grosseto? Chi crede alle favole è libero di pensarlo, ma questa non è una favola. Oltre al tesoretto di 1 milione e 300mila euro che finirà in cassa il 16 dicembre dall'Ici sui terreni valorizzati, in vista della fine dell'anno il Municipio incasserà per davvero un imprevisto assegno di oltre 3 milioni di euro. È andata a buon fine, infatti, l'asta pubblica che ieri ha riguardato sette immobili comunali: tre sono stati aggiudicati e dalla loro vendita piazza Duomo ricaverà, appunto, 3 milioni abbondanti. Il più "corposo" della lista è sicuramente l'area che si trova tra via Tuscania e via del Tiro a Segno. Si tratta di un terreno è edificabile pronto per costruirci 24 appartamenti. La base d'asta era di 2 milioni e 100mila euro. Trecentomila euro era, invece, il prezzo di partenza del secondo lotto, l'ex palazzo della Direzione servizi tecnici tra via De' Barberi e via Albinoni. L'immobile, al quale è attaccato un secondo fabbricato non accatastato, oggi versa in stato di abbandono. Potrà essere demolito e al suo posto è previsto un nuovo fabbricato di tre piani con otto appartamenti. Il terzo "pezzo" aggiudicato ieri è l'ex scuola materna di Spergolaia, ad Alberese, 116 metri quadrati, più altri 700 di corte, che partivano da una base d'asta di 183mila euro. A conti fatti il valore è di 3 milioni di euro oltre l'Iva, 500mila in più rispetto al valore di partenza. Una boccata d'ossigeno insperata anche perché questi, insieme ad altri quattro lotti (il podere La Scagliata a Batignano, il centro servizi dell'Alberino, quello in zona Fosso dei Molini e, il più grosso, l'eterno invenduto ex Foro Boario), erano già pronti per essere messi all'asta la scorsa primavera ma il Comune dovette, all'ultimo momento, bloccare tutto. Le stime sul loro valore, infatti, erano state fatte senza contare le nuove prescrizioni del Regolamento urbanistico che, nel frattempo, ha imposto di destinare una quota della superficie pari al 45 per cento all'edilizia residenziale sociale - cioè case popolari da vendere o affittare a prezzi calmierati. Un "dettaglio" che aveva costretto il Comune a stoppare il piano di alienazioni già pronto per andare a gara, e a rifare i calcoli. A distanza di quattro mesi, a metà ottobre l'impasse è stato risolto ed è stata indetta l'asta. Non tutti, però, hanno trovato un proprietario. È rimasto invenduto il pezzo da novanta, l'ex Foro Boario (5 milioni 148mila euro), così come i due centri servizi dell'Alberino (488mila euro) e del Fosso dei Molini (360mila euro) e il podere La Scagliata a Batignano (304mila euro). I beni alienati, intanto, sono stati aggiudicati provvisoriamente. «Entro la fine dell'anno - spiega il dirigente dell'Ufficio tributi, Nazario Festeggiato, confidiamo di sottoscrivere i contratti». E poi come saranno impiegati questi denari? Tra le spese ci sarà quella per comprare aree a ridosso della pineta per allargare la zona boschiva. Ci sono poi altre urgenze. «Gli incassi delle alienazioni - spiega l'assessore Borghi - vanno o ad implementare le opere pubbliche oppure ad estinguere vecchi mutui».
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