Il Tirreno

Grosseto

«Unipol, fateci parlare in consiglio»

I clienti truffati si appellano agli amministratori comunali

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 MASSA MARITTIMA. «Non ci hanno mai ascoltato in prima persona» dicono i clienti truffati del caso Unipol di Massa Marittima. E adesso chiedono un consiglio comunale aperto dove poter intervenire. Lo fanno attraverso una lettera inviata ai rappresentanti dell'amministrazione. E' uno di loro, Claudio Ulivelli, a parlare in prima persona nel messaggio, «a nome e per conto dei sottoscritti e in merito alla truffa unipol che da tre anni e mezzo non trova ancora una soluzione adeguata». In effetti, il caso Unipol, tra denuncie e incontri di vario genere, ancora non vede una direzione che possa portarlo al suo epilogo. I clienti che hanno visto sparire i propri risparmi, dopo averli affidati ad un consulente dell'istituto di crdito, poi defunto, aspettano giustizia ormai da tanto tempo. Adesso sperano in un ulteriore appoggio dell'amministrazione comunale, anche se poter dare un contributo significativo questa deve prima racogliere le loro testimonianze. Per questo i firatari della lettera chiedono un consiglio comunale aperto. «Considerato il fatto che il sindaco e i membri del consiglio hanno già trattato questa cosa, senza però mai ascoltare chi l'avesse vissuta in prima persona, i sottoscritti ritengono opportuno che detta tematica venga ripresa in considerazione, a valle anche dell' assemblea fatta di recente dai truffati stessi». Infatti, il sindaco Bai e i capigruppo presenti in consiglio hanno già incontrato i rappresentanti Unipol, per cercare di trovare una soluzione condivisa, fermo restando che i contenziosi che si sono venuti a creare tra i clienti e la banca sono di carattere privato e non pubblico. Ma nella lettera si legge che i firmatari sono «certi che la cosa sia recepita con la sensibilità che merita, i sottoscritti sperano in un incontro col consiglio omunale in tempi brevi».

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