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Da giovedì 24 la frazione celebra anche l’antica tradizione della Focarazza
Santa Caterina festeggia la patrona
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ROCCALBEGNA. Festeggiamenti in onore di Santa Caterina e rito della Focarazza, a Santa Caterina di Roccalbegna il giovedì 24, per ricordare il terribile martirio della santa, alla quale la frazione deve il nome. È, questa del 24 novembre, la prima festa del fuoco nell'Amiata grossetana, con cui le molte contrade della frazione di Roccalbegna, con un cerimoniale di rara suggestione, si propiziano l'anno che sta per iniziare e bruciano il male. In effetti l'antica tradizione dello stollo e della focarazza è legato al culto della patrona Santa Caterina d'Alessandria o delle Ruote, ma ad esso si collegano altre leggende del luogo, fra cui la fondazione della cappella della santa o la scomparsa di una fantastica città (quella di Ginevra) risucchiata dalle viscere della terra. Lo svolgimento della festa consiste prima nell'innalzamento di un tronco di cerro nudo, a cui si appoggiano le fascine a cui la sera si darà fuoco, cerimoniale che ricorda il martirio della Santa di Alessandria. Quando le fascine si saranno trasformate in brace e lo stollo sarà incandescente, allora gli uomini di ogni contrada inizieranno la lotte per accaparrarselo. E' una lotta dura, fatta di colpi di scena e di accordi fra contrade, ma soprattutto la gara si svolge fra le urla dei contradaioli, le prove di abilità, le tecniche per portare nel proprio territorio il sacro legno. Alla fine, chi riuscirà a impadronirsi del tronco e lo poggerà ad una casa della propria contrada, avrà vinto. La festa che inizia il 24 con la Messa alle 17,30, con la benedizione e la processione per arrivare allo stollo posizionato su un poggio, continua anche il giorno seguente, con la processione con la statua della patrona della frazione di Roccalbegna. Lo stollo guadagnato viene diviso fra le famiglie della contrada vincitrice e poi bruciato. Le ceneri sono sparse negli orti e nei giardini come simbolo di buon augurio e di fertilità. Quest'anno, in onore dei tradizionali festeggiamenti, giovedì alle 16 sarà eccezionalmente aperto il Museo etnografico, fino alle 20. (f.bo.)
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