Lutto
Le banche si negano alle istituzioni della città
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AMAREGGIATO Giovanni Lamioni Poche presenze al convegno organizzato dalla Camera di commercio. Lamioni: «Occasione persa»
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GROSSETO. Solo cinque istituti di credito - Banca della Maremma, Monte dei Paschi di Siena, Unicredit, Banca Etruria, Cassa di Risparmio di Volterra - hanno partecipato, ieri, all'incontro convocato da Provincia e Camera di commercio per parlare dei problemi del credito in Maremma. La maggior parte delle banche, dunque, ha preferito non esserci. «Colpa delle Poste» ha ironizzato il presidente Leonardo Marras che insieme al presidente di Camcom Giovanni Lamioni non ha nascosto una certa irritazione per il fatto che «il credito - ha detto Lamioni - continua a negarsi». Si nega con le imprese, che sempre più di frequente lamentano difficoltà di accesso al credito, e si nega anche con le istituzioni. Tra l'altro, all'incontro c'erano anche la Banca d'Italia e il prefetto Giuseppe Linardi. Per Lamioni, gli assenti hanno perso un'opportunità di confronto, in un momento in cui i problemi delle imprese con il credito rischiano di trasformarsi in una caccia alle streghe. Le difficoltà che si registrano derivano dalla mancanza di liquidità che affligge il sistema bancario, ma anche da un sistema di imprese locali sottocapitalizzate, che non offrono garanzie sufficienti a superare i severi filtri delle norme di Basilea. Una situazione aggravata dal fatto che gli impieghi bancari, in provincia, al contrario di quanto avviene ad Arezzo e Siena, sono appena proporzionali alla raccolta di risparmio. «Vorremmo - hanno detto Lamioni e Marras - che gli impieghi fossero almeno allineato con quelli delle altre province». Qualche risultato, però, l'incontro di ieri lo ha portato. Dai pochi istituti di credito intervenuti, Marras e Lamioni hanno ottenuto la disponibilità a costituire una cabina di regia che si riunisca periodicamente, ma soprattutto la disponibilità a valutare alcuni progetti come quello per l'abbattimento degli interessi sui prestiti concessi a sconto delle fatture che le aziende non possono riscuotere dagli enti locali per via del patto dio stabilità. Le banche anticipano i pagamenti e la Camera di commercio è disponibile a intervenire per ridurre il peso degli interessi, alle banche si chiede che i tassi siano più bassi, per non finisca annullare il beneficio dell'anticipazione. E.P.
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