Sicurezza
RETE AMBIENTE GROSSETO
«L'ok alla Via è stata anche una grave violazione morale»
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RAG Roberto Barocci conduce una tenace battaglia contro linceneritore 3 MINUTI DI LETTURA
SCARLINO. La Rag, Rete ambiente Grosseto Scarlino, si scaglia contro azienda e Provincia dopo la sentenza del Tar e l'annuncio di Scarlino Energia - la Rag parla di "minaccia" - di sospendere il trattamento delle acque di lavorazione della Tioxide e della Solmine. «Le autorizzazioni rilasciate della Provincia al trattamento di quelle acque non c'entrano nulla con gli atti annullati dal Tar», ribadisce la Rag. «I titolari di quelle autorizzazioni sono altri soggetti - precisa la Rag - e vigono rapporti contrattuali non violabili impunemente. Marras, invece di avallare tale ricatto, farebbe bene ad informarsi, magari presso altri dirigenti più qualificati e saprà che la legge ha preteso autorizzazioni provinciali agli scarichi industriali separati e indipendenti gli uni dagli altri». Neppure le autorizzazioni a funzionare come centrale elettrica sono state revocate «pertanto - scrive la Rag - anche il ricatto occupazionale nei confronti dei dipendenti dell'inceneritore è una provocazione inaccettabile». Un lato positivo, però potrebbe esserci. «Forse è la volta buona che verranno prese in considerazione le alternative che da tempo auspichiamo, meno pericolose, compatibili con l'ambiente, meno costose e che offrono più posti di lavoro: la raccolta differenziata spinta porta a porta e il recupero delle materie nei rifiuti». La Rag sottolinea come la sentenza non riguardi semplici procedure burocratiche ma gli atti veri e propri. È illegittima, infatti, la Via. «Pertanto - spiega la Rag - è stata una violazione di grande gravità etica e morale, prima che politica e amministrativa. I partiti che sostengono questi amministratori, Idv, Sel e Pd, hanno da meditare a lungo su queste scelte». «Scarlino Energia - ricostruisce la Rete - richiese le autorizzazioni per l'ammodernamento tecnologico e interventi di riqualificazione ambientale ed energetica della centrale elettrica di Scarlino, come fosse una centrale elettrica, mentre in realtà si trattava di un nuovo inceneritore. Un errore formale che ha coperto la sostanza. L'impianto proposto è un adattamento di forni vecchi e non risulta avere le caratteristiche minime di rendimento energetico richieste per un inceneritore di rifiuti». «La Via, considerando l'impianto preesistente, non ha verificato la capacità dell'ambiente, cioè della piana di Scarlino e Follonica, a sostenere, nei limiti stabiliti dalla legge, ulteriori emissioni previste con l'introduzione in quell'ambiente di un nuovo inceneritore di rifiuti. E tutti sanno che in quel territorio si sono in precedenza ampiamente superati i limiti di emissioni per alcuni inquinanti cancerogeni, come l'Arsenico. Tant'è che tutta la piana deve ancora essere sottoposta a bonifica». «Eludere la legislazione quando sono in gioco sostanze cancerogene - conclude la Rag - è un fatto che va molto oltre gli aspetti legali. E testimonia la qualità etico morale di questa operazione. Ribadiamo la nostra piena solidarietà a tutti i lavoratori della Piana di Scarlino, che subiscono le conseguenze di scelte sbagliate, mentre avrebbero il diritto di lavorare in luoghi di lavoro sicuri».
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