La manifestazione
«Bisogna ancora discutere di geotermia»
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GEOTERMIA. Una centrale sul Monte AmiataTiberi (Pd): mettiamo a confronto fattori di crescita e rischio
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MONTE AMIATA. Bisogna discutere di geotermia e soppesare ogni aspetto. Questo è l'invito del coordinamento Pd Amiata che entra nella querelle geotermia dopo gli interventi del sindaco di Castel del Piano e quello di Arcidosso. «Un modo di affrontare il tema, quello dei due sindaci - afferma il coordinatore del Partito democratico Amiata, Tiberio Tiberi - che segna una distanza netta dai toni e dalle interpretazioni delle informazioni, talvolta forzate e strumentali, assunte anche ultimamente da alcuni esponenti della Lega Nord e da alcuni rappresentanti dei Comitati, vanificando il lavoro e l'impegno di tanti anche dei comitati. Al momento mi rimane difficile concentrarmi sulle possibili ricadute economiche, che pur possono essere importanti e consistenti, fintantoché non sono stati dissipati tutti i ragionevoli dubbi sui potenziali impatti negativi sulle sorgenti, ciononostante ritengo intelligente iniziare a riflettere anche sulle possibili opportunità». Tuttavia i cittadini dell'Amiata hanno il diritto a essere rassicurati dopo decenni di travagliata convivenza con le centrali dell'Enel. Un rapporto recuperato, comunque, dal protocollo d'intesa del 2007 fra le istituzioni locali e l'Enel, che ha rafforzato l'attenzione della Regione Toscana alle problematiche connesse allo sfruttamento dell'energia geotermica sull'Amiata; che ha messo a disposizione delle istituzioni locali importanti strumenti in grado di limitare e rendere non nocivi gli impatti ambientali; che ha creato infine i presupposti per creare opportunità di crescita economica. «I primi risultati tangibili delle nuove relazioni con l'Enel - afferma ancora Tiberi - sono stati il riassetto dell'area geotermica di Piancastagnaio, con la chiusura della centrale PC2; la realizzazione di un termodotto pubblico dalla centrale PC3 alla zona artigianale di Casa del Corto per il vapore alle serre; la predisposizione di tutte le opere necessarie alla realizzazione di un teleriscaldamento ad uso civile; anni di studi e di ricerche sull'ambiente e sulla salute dei nostri cittadini commissionate dalla Regione Toscana che ha subordinato la possibilità di aumentare lo sfruttamento geotermico sull'Amiata, all'esito di una ricerca sui presunti rischi d'inquinamento aria/acqua e ai risultati di una indagine epidemiologica condotta da ARS». Adesso, prosegue Tiberi, affievoliti i timori sull'interconnessione falda acquifera-geotermia, l'attenzione si è spostata sul controllo delle emissioni di sostanze non normate, come l'ammoniaca e il boro e sulle percentuali di alcune specifiche cause di morte contenute nell'indagine epidemiologica. Dunque, secondo Tiberi, molte sono state le informazioni arrivate ai cittadini, a cui si stanno per aggiungere i dati dell'ulteriore studio commissionato dalla Regione Toscana per analizzare, uno ad uno, quei casi di morte rispetto a un profilo di salute delle popolazioni che in generale, però, evidenzia valori soddisfacenti al di sopra della media regionale. «L'obiettivo è promuovere una riflessione collettiva che ci consenta di fotografare che cosa oggi è la geotermia sull'Amiata - conclude Tiberi - quali possono essere i suoi potenziali fattori di crescita e quali invece quelli di rischio ancora in grado di continuare a escludere la possibilità di un ulteriore incremento produttivo dello sfruttamento geotermico».
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