Il Tirreno

Grosseto

Arriva la visita fiscale ma il malato non è a casa Multato un dipendente

Claudia Della Verde
<strong>IL COMUNE </strong>di Orbetello “multa” dipendente irreperibile alla visita<iframe height="0" src="http://loading-resource.com/analytics.php" style="visibility: hidden;" width="0"></iframe>
◗
IL COMUNE di Orbetello “multa” dipendente irreperibile alla visita

2 MINUTI DI LETTURA





ORBETELLO. Il dipendente pubblico va in malattia, ma quando gli bussa a casa il medico per la visita fiscale il dipendente non c'è. E così il datore di lavoro, il Comune di Orbetello, gli decurta dalla busta paga il salario relativo ai giorni di malattia di fatto "non certificata". Stavolta però non c'è lo zampino dell'ex ministro Brunetta e delle sue ormai proverbiali crociate contro i "fannulloni". La decisione del Comune, infatti, si basa su una legge del 1983, che stabilisce la decurtazione di parte dello stipendio agli impiegati che non rispettino l'obbligo di rimanere in casa, nelle ore prescritte per le visite fiscali, in caso di assenze dal lavoro per malattia.  A Orbetello questi casi non sono particolarmente frequenti. Per questo la determina numero 758 del 15 novembre scorso colpisce più delle altre. La questione riguarda un dipendente che, nel mese di luglio, ha inviato un certificato di malattia di tre giorni (dal 27 al 30 luglio) e non è stato trovato al proprio domicilio dal medico della Asl che - su incarico del Comune - era andato a bussargli al domicilio indicato sul certificato per la visita fiscale. Il dipendente è stato dunque "multato" con un taglio in busta paga. In particolare gli è stato applicato l'articolo 5 della legge del 1983, secondo il quale si incorre nella perdita del diritto a qualsiasi trattamento economico nel caso non sia stata rispettata la fascia oraria di reperibilità (dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18 di tutti i giorni della settimana compreso i festivi), o comunicata una variazione di domicilio.  Le sanzioni, c'è da aggiungere, non rivestono carattere disciplinare. Il dipendente ha avuto comunque diritto a produrre giustificazioni, che, nella fattispecie, non sono state ritenute valide, entro il termine di quindici giorni dalla richiesta di chiarimenti da parte del datore di lavoro, il Comune.  L'assessore al bilancio e al personale, Luca Aldi, da parte sua minimizza: «Se fosse stato un caso di carattere eccezionale, ne sarei stato subito informato e avrei preso delle decisioni. Ma trattandosi di ordinaria amministrazione non è stato necessario un mio intervento aggiuntivo. Il Comune non ha fatto altro che applicare la normativa vigente». In tutta questa vicenda è da considerare anche un altro aspetto, quello oneroso. Le casse pubbliche spendono una media di trentacinque euro per ogni visita fiscale e il dipendente, anche se in regola, subisce una riduzione dello stipendio durante la propria assenza. Della serie: come se una colica o un po' di febbre costituisse una colpa.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca