Il Tirreno

Grosseto

Pochi giorni fa un mal di testa: aneurisma. La fine improvvisa a Siena, prima dell’intervento d’urgenza

Muore a 46 anni, donati gli organi

Muore a 46 anni, donati gli organi

Dipendente comunale e madre di tre figli: la tragedia di Cira Gargano

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SIENA. Una tragedia che taglia il fiato in gola. Una donna di 46 anni, madre di tre figli, nel giro di dieci giorni dal dolore di un semplice mal di testa si ritrova ricoverata per un intervento d'urgenza al Policlinico delle Scotte di Siena e lì muore. D'improvviso. Una tragedia di quelle che trovano spiegazione solo razionale, nel nome scientifico del male che ha ucciso: aneurisma. Per il resto è buio profondo, illuminato però da un ultimo e straordinario gesto di coraggio: la donazione degli organi, il cuore e il fegato, che restituiscono una speranza di vita ad altri esseri umani sofferenti.  Questa è la storia di Cira Gargano, grossetana del 1965. Una donna conosciutissima, in città. Stimata dipendente del Comune, lavorava negli uffici del Provveditorato, in via Orcagna. Suo marito, Salvatore, è altrettanto noto: è il titolare del ristorante l'Italiano, attività storica e celeberrima, affacciata sotto il porticato del cuore di Grosseto, piazza Dante.  Cira, madre di due figli già grandi - studenti - e di un terzo di appena sei anni, qualche giorno fa comincia ad avvertire un forte mal di testa. Un dolore che si rivela presto troppo acuto, per essere una sciocchezza da aspirina. La donna decide così di farsi visitare dal medico e la diagnosi è terribile: un aneurisma, da operare subito.  Il Policlinico di Siena, da questo punto di vista, è uno dei centri più qualificati d'Italia. Molti ricorderanno, circa due anni fa, il miracoloso intervento - praticato attraverso una sorta di "ibernazione" della paziente - con il quale un'altra giovane madre grossetana fu salvata proprio da un'aneurisma.  Sabato Cira Gargano era in attesa di essere operata d'urgenza. Ma non ce l'ha fatta. Il male se l'è portata via prima che i medici potessero tentare di aggredirlo.  Una morte improvvisa, che ha messo in moto la catena della speranza. Ottenuto il generoso via libera dai familiari della donna, i medici senesi hanno espiantato cuore, fegato e cornee. Il cuore di Cira è stato subito trapiantato, nello stesso policlinico senese, in un cinquantacinquenne marchigiano, in fin di vita dopo un malore legato al grave scompenso cardiaco di cui soffriva. Il fegato è stato trapiantato a Pisa, le cornee sono state inviate alla Banca delle cornee di Lucca, la cute alla Banca della cute di Siena.  La notizia della morte di Cira Gargano è arrivata a Grosseto ieri, insieme al corpo della donna, restitutito alle lacrime dei familiari, degli amici, dei colleghi. Oggi alle 14 i funerali in Duomo.  L'intera città sarà, col suo dolore, in cattedrale.

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