Il Tirreno

Grosseto

La scena raccapricciante sotto gli occhi dei clienti di un ristorante

I segugi sbranano un gatto Parte denuncia ai cacciatori

Francesca Ferri
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CANI da caccia protagonisti di una inquietante aggressione ieri in Feniglia

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ORBETELLO. Erano appena tornati da caccia con i loro padroni quando si sono avventati in branco su un povero gatto sbranandolo come bestie inferocite sotto gli occhi inorriditi dei clienti di un ristorante e nel mezzo di un bel sabato di sole tiepido.  Il massacro si è consumato sabato scorso intorno all'ora di pranzo nel parcheggio dello stabilimento balneare Mamma Licia alla Feniglia, nel comune di Orbetello. Vittorio Giacomelli, il titolare dello stabilimento, era ancora in cucina quando ha sentito dei latrati di cani e un gran trambusto.  Un gruppo di sette, otto cani da caccia liberi erano piombati nel piazzale del bagno seminando il terrore. Prima hanno tentato di azzannare il cagnolino di una signora, poi hanno attaccato un micio della vicina colonia felina che conta circa 25 gatti. Il poveretto è finito tra le loro fauci, rimanendo dilaniato. Altri quattro felini sono poi spariti dal gruppo.  Tutto è accaduto nel viavai di persone che, vista la bella giornata, erano a passeggio con bambini e cani al guinzaglio, in una zona abitata. «È stata una scena raccapricciante», spiega Giacomelli. «I cacciatori sono arrivati solo dopo per recuperare i loro animali, poi se ne sono andati. La signora che viene a portare il cibo ai gatti ha chiamato la Forestale».  E la titolare della colonia, Maria Gabriella Signore, ha presentato un esposto alla Procura. «È legittimo - chiede Signore - che i cacciatori si avventurino a sparare sul Poggio Pertuso costellato di abitazioni molte delle quali abitate non solo nel fine settimana? È legittimo che i cacciatori si spingano con fucili e cani sciolti fin sul piazzale di Feniglia dove c'è il campeggio abitato anche in inverno da operai e altri lavoratori in trasferta?».  Ma le domande non finiscono qui. Al di là del pericolo per gli animali, «esiste - si chiede Maria Gabriella Signori - in quella zona una perimetrazione al di fuori della quale gli stessi cacciatori non possano sparare e siano tenuti a mettere il guinzaglio ai propri cani? Oppure dovremo rassegnarci a scappare per non essere impallinati ovunque ci troviamo?».  Quanto ai responsabili, Signori chiede che vengano individuati e puniti.

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