Il Tirreno

Grosseto

«Parifichiamo pubblico e privato»

Maurizio Bernardini

Luminari controcorrente al convegno organizzato da Orizzonte Civico

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 GROSSETO. "Sostenibilità e tenuta dei sistemi sanitari: quali sinergie tra pubblico e privato?": questo il tema affrontato nella prima uscita di Orizzonte civico per la buona politica, realtà politico culturale fortemente voluta da Mario Lolini e presieduta da Mara Tuveri. L'incontro, patrocinato da Confindustria e svoltosi in Palazzo Aldobrandeschi, ha offerto numerosi spunti.  «La politica è buona se parla delle persone e per le persone. Per questo credo sia da apprezzare il debutto di Orizzonte civico», esordisce Lucia Matergi, consigliere regionale del Pd e componente della commissione sanità. «Evoluzione nella continuità. Sarà questa - prosegue la consigliera Matergi - la posizione che la Regione terrà nel nuovo piano sanitario integrato. Occorre una forte sinergia tra pubblico e privato. Desidero però ricordare che l'obiettivo del pubblico è il bene dei cittadini, quello delle aziende private è il profitto e poi il bene della gente». Insomma pubblico da una parte, privato dall'altra, cittadini nuovamente in mezzo. Le parole dell'esponente regionale sono giunte in seguito alla netta presa di posizione del deputato pidiellino Vincenzo D'Anna, tra l'altro presidente nazionale FederLab, che nel corso del proprio intervento ha evidenziato la necessità di andare «oltre ogni pregiudizio, in particolare in una realtà, come la Toscana, con un debito sanitario di oltre trecento milioni di euro. Se un sistema è efficiente - si è domandato provocatoriamente l'onorevole - perché deve temere la libera concorrenza ed avere timore di competere ad armi pari con altre realtà?». D'Anna ha infine sottolineato come l'attuale crisi economico imponga un'ulteriore razionalizzazione della spesa sanitaria tramite l'introduzione dei cosiddetti costi standard. Il calcolo di questi deve però avvenire seguendo «corrette procedure scientifiche e non in base ad artifizi contabili ispirati alla sola riduzione della spesa». Alla mattinata di lavori hanno partecipato molti docenti universitari: per il professor Maurizio Campagna «la tendenza europea è quella di andare verso l'apertura ai produttori privati di prestazioni sanitarie. Occorre liberare il campo da fraintendimenti culturali, aprire ai privati non significa rinunciare alla conquista della gratuità e dell'universalismo del servizio sanitario nazionale». Il docente Riccardo Fatarella ha poi ammonito: «attenzione, il rischio è quello di passare dal razionalizzare al razionare». Per il professor Guerino Fares «la parificazione fra strutture pubbliche e private può essere l'elemento chiave per accrescere la qualità e l'accessibilità delle prestazioni contenendo la spesa».

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