Il dolore
Lipotesi di realizzare una struttura ricettiva contrasta con il sondaggio realizzato tra i follonichesi
«Ex Colonia, il Comune decida che fare»
Paola Villani
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POLEMICA. Per lex Colonia Marina Comitato all'attacco sul progetto di riqualificazione. Nessuna risposta dall'Ente
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FOLLONICA. Dodicimila cinquecento euro di soldi pubblici buttati al vento? Cosa si ha intenzione di fare alla Colonia Marina? Sino a poco tempo fa il comitato nato a difesa della proprietà pubblica dell'edificio sulla spiaggia di Levante pareva essere soddisfatto dei risultati ottenuti, oggi quella soddisfazione inizia a traballare. Il motivo è che l'amministrazione, dopo aver pagato quella somma alla società Avanzi per sapere cosa ne pensavano i follonichesi, non ha fatto sapere più niente. Anzi. I risultati di quel processo partecipativo finanziato dalla Regione Toscana non sono ancora stati resi pubblici (così dicono dal comitato) e oggi si è tornati a parlare della probabile vendita della Colonia a privati per permettere la creazione di un albergo. La preoccupazione maggiore è che non si sia più parlato della questione Colonia perché le intenzioni sono cambiate rispetto a prima, cosa che di fatto deluderebbe il comitato. «Perché le conclusioni del processo partecipativo condotto dalla società Avanzi di Milano, compensata per 12.500 euro, presentate alla terza Commissione consiliare il 18 luglio, non sono mai state rese pubbliche e presentate alla cittadinanza come il processo partecipativo prevedeva?¾» si chiedono dall'associazione. E ancora. «L'amministrazione comunale riconosce valide le conclusioni cui tale processo è pervenuto o ritiene che debbano essere nascoste e disattese anche se queste, vanno a coincidere con quello che era il programma elettorale del partito che poi ha ottenuto di governare la città e, ricordiamolo con la destinazione d'uso che il Consiglio Comunale aveva previsto per la Colonia, e cioè uso sociale e proprietà pubblica? Qualora il Comune, contrariamente e in disprezzo alle indicazioni uscite dal processo partecipativo, decidesse per la vendita, siamo sicuri che quel bene immobile risulti nella sua facoltà di alienazione quando la Regione Toscana vi aveva previsto attività di pubblica utilità?». Di certo c'è che se l'amministrazione lascerà nei beni pubblici quell'edificio si dovrà provvedere al più presto ad una ristrutturazione totale perché ad oggi la palazzina verte in condizioni di degrado preoccupanti, il costo di quei lavori sarà molto, molto salato: e ora che tutte le finanze sono destinate al Parco Centrale sarà dura reperire altri fondi.
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