Il Tirreno

Grosseto

Bufera sugli autobus, autisti furiosi

Maurizio Bernardini
<b>MANOVRE PERICOLOSE.</b> Tornanti e strapiombi al centro delle polemiche degli autisti
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MANOVRE PERICOLOSE. Tornanti e strapiombi al centro delle polemiche degli autisti

«Siamo costretti a correre per via di orari insostenibili». Minacciati esposti in Procura

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 GROSSETO. Corse oltre i limiti e violazioni delle indicazioni della Comunità europea sui trasporti pubblici. A puntare il dito sono i conducenti di Tiemme, stanchi di dover fare movimenti che reputano «ai limiti dell'assurdo», mentre il sindacato si dice pronto a fare una denuncia in Procura contro Tiemme. Montorsaio, Montepescali, Alberese e Stribugliano sono solo alcune delle fermate più critiche.  «A Porto Ercole - puntualizza un conducente - siamo costretti a fare manovre a pochi passi da uno strapiombo di cinquanta metri». I mezzi sono sempre affollati di persone, dunque il pericolo è non solo per chi guida il pullman. «Eppure - ricorda un altro dipendente Tiemme - di posti migliori in cui collocare le fermate ce ne sarebbero».  Dichiarazioni che trovano conferma nel pensiero di Salvatore Cianci, segretario del Sul (il sindacato unitario dei lavoratori), che interpellato in seguito alle segnalazioni dei dipendenti spiega: «È vero, siamo costretti a manovre pericolose nelle quali, in assenza di telecamere retrovisive, sarebbe obbligatoria la presenza di una seconda persona. Un'imposizione prevista dalle linee guida dettate dalla comunità europea in ambito di trasporti pubblici. Ma dirò di più: ci sono tratte come quella tra Grosseto e Siena che vedono i nostri bus sfrecciare a cento chilometri all'ora, ben oltre i limiti consentiti dal codice stradale e questo per rispettare i tempi di percorrenza imposti dall'azienda».  Il punto è che «i tempi di percorrenza che ci vengono indicati dall'azienda sono chiaramente infattibili. In futuro - prosegue Cianci - vorremmo arrivare a una rimodulazione degli orari. Se ciò non dovesse avvenire siamo pronti a sporgere denuncia alla Procura della Repubblica. Ricordo a tutti che non portiamo patate, ma persone. Confidiamo quindi - conclude - in una forte attenzione dei vertici di Tiemme verso questi problemi e confermiamo la nostra piena propensione al dialogo».  Nodo stipendi. Sempre gli stessi autisti lamentano, dalla nascita di Tiemme, una riduzione degli stipendi tra i 50 e i 150 euro. Anche su questo abbiamo chiesto delucidazioni al segretario Sul che ci ha risposto d'aver già inoltrato una denuncia all'ispettorato del lavoro: "è cambiato il metodo di pagamento di alcune spettanze. L'ispettorato del lavoro - ha ribadito Cianci - ha già prelevato dei documenti in azienda e nelle prime settimane del nuovo anno dovrebbe emergere l'esito della ricerca".  Bus antiquati. A parere di molti lavoratori dunque, la fusione tra le varie società che hanno dato vita a Tiemme ha portato diversi danni. Oltre al denunciato calo degli stipendi alcuni autisti affermano d'essere costretti a viaggiare su bus antiquati, in regola e collaudati, ma dismessi da Siena e Arezzo. «È li che vengono mandati tutti i pullman nuovi», dicono. Anche questo punto è stato confermato da fonti sindacali.  Servizi igienici e biglietteria. Da qualche tempo è stato chiuso il servizio domenicale della biglietteria. Oltre all'evidente disagio per l'utenza, è nato un problema per molti autisti costretti a turni di sei ore continuative senza poter usufruire di un servizio igienico. «Ci hanno detto di fermarci a un bar e infatti è capitato - spiega un conducente - ma non mi pare affatto normale. Qualcuno di noi è rientrato al deposito per andare in bagno, facendo prima scendere tutte le persone che aveva a bordo. Siamo veramente tornati indietro nella qualità del servizio».  Piazzale affollato. All'ora di pranzo i ragazzi escono dalle scuole e sono molte le corse che Tiemme ha, correttamente, messo in campo. Lo scopo è offrire un servizio, ma il problema è strutturale: piazza Marconi è affollata da bus costretti a sostare in doppia e addirittura terza fila che si coprono l'un con l'altro la visuale: «una decina di giorni fa - ricorda un autista - uno di noi ha investito una ragazza. Per fortuna nulla di grave, ma dover lavorare in queste condizioni di caos rischia di creare incidenti. E poi, dovesse accadere qualcosa di pesante chi pagherebbe? Noi».  Per il momento commenti da parte di Tiemme. Il presidente Marco Simiani si è limitato a dire di essere sommariamente a conoscenza dei fatti riportati, riservandosi di rispondere nei dettagli i prossimi giorni.

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