Sicurezza
Analisi: stop alle convenzioni
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ANALISI. L’Asl vince il ricorso al tarEsami solo nei laboratori interni: così l'Asl risparmia
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GROSSETO. Nessuna convenzione con i privati, per le analisi mediche, ma più specialisti all'interno dell'azienda. L'Asl 9 ha seguito le direttive regionali. Lo ha fatto da tempo, annullando le convenzioni con i laboratori di analisi privati. E a dare ragione all'Azienda sanitaria non è soltanto la Regione, ma anche i giudici del Tar, che hanno respinto il ricorso presentato dalla Sanigest, la società del genetista Gustavo Caldora. Per i giudici fiorentini, l'Asl è libera di decidere se e come sottoscrivere convenzioni. In questo caso, l'azienda ha rifiutato l'offerta dell'istituto di analisi e ha deciso di fare da sé. Le indagini specialistiche di genetica vengono fatte direttamente dal laboratorio interno dell'azienda. Il contenzioso è cominciato sei anni fa, quando la società del dottor Caldora ha presentato all'Asl la convenzione. Convenzione che l'azienda ha rifiutato. La Sanigest però, si è rivolta al Tar. Secondo il legale della società c'erano tre problemi in quel rifiuto: la mancanza comunicazione da parte dell'Asl dell'avvio di procedimento, l'incompetenza del direttore sanitario che ha firmato il procedimento e anche il mancato preavviso sui motivi di quel diniego. Problemi che sono stati valutati dai giudici del tribunale amministrativo regionale che ha dato ragione all'Asl. Secondo il tribunale infatti, l'Asl poteva tranquillamente evitare di comunicare l'avvio del procedimento, perché comunque era stato promosso proprio dalla richiesta di convenzione. In secondo luogo, il direttore sanitario, poteva firmare quell'atto, visto che comunque a lui spettava di sostituire il direttore generale dell'Asl che in quei giorni era in ferie. Infine, l'Asl può scegliere e come e quando, ma anche perché, spendere i propri soldi. Infatti, la scelta che è stata fatta dall'Azienda sanitaria di Grosseto è quella di razionalizzare e ottimizzare i costi e far funzionare i servizi interni. Una scelta fatta da tempo, che segue le linee dettate dalla Regione Toscana. E che parte anche da un altro presupposto: quello dell'appropriatezza prescrittiva. Concetto semplice: in sostanza, i servizi vengono tarati in base alle esigenze del bacino d'utenza. I dati in mano all'Asl parlano chiaro. Dove i servizi sono maggiori, le prescrizioni aumentano, senza garantire l'appropriatezza appunto delle richieste di analisi. Quello che l'Asl deve rispettare sono i tempi d'attesa stabiliti dalla Regione per le varie specialità. Parametri, questi, che non sono cambiati da quando sono scadute, e non rinnovate, le convenzioni con gli istituti d'analisi. A Grosseto, come in tante altre città della Toscana. Il contraltare, semmai, è l'introduzione dei ticket, da parte della Regione. Che in alcuni casi, con l'entrata in vigore da domani di quelli aggiuntivi, potrebbero portare chi ha redditi medio alti a scegliere i privati.
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