Sicurezza
Verso l'accordo per l'area Pip
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STRETTA DI MANO. Fra il consigliere Tavarelli e il dottor Carini I proprietari dei terreni a sorpresa: «Tratteremo con il Comune»
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CASTIGLIONE. Dopo anni di rinvii e ripensamenti, la nuova zona industriale a Castiglione nei prossimi mesi potrebbe davvero diventare realtà. Giovedì una riunione indetta dall'amministrazione, presente il sindaco Giancarlo Farnetani, il consigliere delegato all'urbanistica Fabio Tavarelli, l'ingegner Donatella Orlandi e tanti artigiani (la sala era gremita anche da molti tecnici), ha fatto chiarezza sullo stato dei progetti. Ma soprattutto ha regalato un clamoroso colpo di scena che potrebbe davvero accelerare l'iter burocratico. Nell'area alla Valle, dove già è stata costruita negli anni settanta la prima parte della zona industriale, realizzare il nuovo insediamento produttivo oggi non è una cosa semplice. Il fosso Valle che taglia in due la zona e fa defluire l'acqua verso il fiume Bruna è a rischio esondazione. Il consigliere Tavarelli ha spiegato: «Nel 2007 con l'adozione del piano strutturale l'area è stata inclusa tra quelle a pericolosità idraulica molto elevata per la contiguità al fosso Valle che rappresenta una vera criticità. Purtroppo a causa dei pochi fondi a disposizione, al momento l'Autorità di bacino non ha programmato nessun intervento per la messa in sicurezza del canale per i prossimi 5 anni». Tavarelli ha continuato: «Noi ipotizziamo due percorsi, paralleli tra loro. Da una parte disporre uno studio idraulico sul Valle, per accertare l'effettiva consistenza delle opere necessarie per mettere in sicurezza l'area e quindi arrivare alla realizzazione dei capannoni, e dall'altra avviare una ricognizione dei terreni, possibilmente pubblici, per individuare un'altra area su cui realizzare il Pip». Sulla zona a bloccare per anni ogni tipo di progetto sono stati anche dei ricorsi promossi dalla proprietà. L'ingegner Orlandi ha ricordato: «In base alle stime che sono scaturite anche dalle sentenze, oggi il costo presunto di esproprio del terreno è quantificabile sui 99 euro al metro. Tutta l'area interessata dai progetti è di circa 7,7 ettari, mentre quella edificabile si aggira sui 5 ettari». Il sindaco Farnetani, prima di sentire il parere degli intervenuti, ha voluto specificare: «Questa riunione è importante anche per informare i cittadini e metterli a conoscenza delle problematiche. Come amministrazione vogliamo capire le necessità degli artigiani, visto che ormai sono anni che alle parole non si è mai passati ai fatti». Anche Renzo Alessandri della Cna ha voluto esprimersi: «Il momento che stiamo vivendo è difficile. Sapere il tempo di intervento è determinante ai fini economici, così come dare continuità alla zona industriale già esistente». Altri cittadini invece hanno espresso il pensiero di chiedere all'attuale proprietà dei terreni di «venire incontro agli artigiani». E qui il colpo di scena che potrebbe davvero aprire scenari futuri interessanti. Il dottor Rolando Carini, il maggior proprietario su cui dovrebbe nascere il Pip, si è inserito: «Come famiglia siamo propensi a trovare un accordo. Sentiamo una responsabilità di tipo etico per amministrare il nostro patrimonio. Siamo interessati a partecipare ad una eventuale valorizzazione della zona industriale, valuteremo le richieste». Disponibilità alla quale è seguita, seduta stante, la fissazione di un incontro con l'amministrazione per valutare la fattibilità di un accordo.
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