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Grosseto

Unioni civili, l'Arci torna alla carica

<b>ARCI </b>Il presidente Sensi
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ARCI Il presidente Sensi

Consegnate in Comune 1500 firme. Il sindaco ne prende atto ma ribadisce: «Sel ha usato l'argomento in modo strumentale»

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 GROSSETO. Sorrisi di circostanza, ma clima teso, ieri mattina nella sala consiliare del Comune dove l'Arci ha consegnato al sindaco Emilio Bonifazi e al presidente del consiglio comunale Paolo Lecci le firme raccolte per la campagna "Coppie di fatto, quando di diritto", finalizzata a promuovere il riconoscimento delle unioni di fatto e a chiedere la riapertura del dibattito in consiglio comunale sull'istituzione del registro delle unioni civili. L'Arci ha raccolto 1.500 firme e le ha consegnate alle istituzioni come testimonianza di un interesse diffuso in città - ha spiegato il presidente Christian Sensi - a che l'argomento sia ripreso, dopo il caos scoppiato in consiglio comunale quando, circa due mesi fa, Sel aveva portato una mozione con cui si chiedeva l'istituzione del registro delle unioni civili. In quel frangente il Pd si era diviso sul voto: chi contro, chi a favore e chi si era astenuto, favorendo di fatto la bocciatura della mozione.  A chi non ha votato a favore della mozione sostenendo che il registro delle unioni civili non ha alcun valore giuridico, Sensi ha voluto ricordare che «certe battaglie si possono fare a prescindere dagli effetti concreti che possono avere». L'ex assessore Anna Guidoni ha sottolineato che l'Arci, in questo caso, vuol essere di stimolo per l'avvio di un lavoro politico che «probabilmente - ha detto - è mancato in consiglio comunale» quando fu portata in discussione la mozione. Il sindaco ha apprezzato la modalità con cui la questione è stata posta dall'Arci, ma ha gelato la delegazione dell'associazione attaccando Sel per aver utilizzato la questione in modo strumentale, prima del voto e dopo, pubblicando in rete i volti dei consiglieri con i loro singoli voti, «additando - ha detto - come retrogrado e conservatore chi la pensa diversamente da loro». Ha spiegato poi che non è il numero di firme raccolte a rendere interessante la questione. «Se dovessi basarmi sulle 1.500 firme - ha detto - dovrei dire che sono poche in una città di 80mila abitanti». Infine ha ribadito che «senza una normativa nazionale alle spalle ha valore solo simbolico - ha detto - e chi vi si iscrive non ottiene alcun diritto in più». E.P.

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