Il Tirreno

Grosseto

La maggioranza di Scarlino boccia l’ipotesi: al Casone non si può fare

«No al polo logistico»

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SCARLINO. L’architetto Felicioni e la piana di Scarlino

Il piano strutturale prevede solo insediamenti a basso impatto

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 SCARLINO. E' una presa di posizione forte e chiara quella della maggioranza politica di Scarlino: no al polo logistico nel Casone. «Chi dice che può essere inserito qui non conosce il territorio» si legge in una nota, con cui i partiti di governo del Comune rispediscono al mittente la proposta. Già, perché della creazione del polo logistico a Scarlino ne hanno parlato in molti. Soprattutto a Grosseto, dove alcuni non vedono di buon occhio una struttura simile nella zona di Braccagni. Fli, ad esempio, che nei giorni scorsi ha letto «con soddisfazione la proposta di un consigliere di opposizione si spostare a Scarlino il centro di smistamento».  Questo consigliere è Massimo Felicioni del gruppo Grosseto Oggi, che ha visto nel territorio scarlinese un buon punto dove realizzare l'impianto, essendo «un potenziale snodo ricco di collegamenti, anche con la provincia di Livorno».  Considerazioni che si sono susseguite dal capoluogo e su cui adesso la maggioranza padrona di casa vuole fare le proprie considerazioni.  «Chi ritiene che il polo logistico possa essere inserito nell'area del Casone, affermando che detta area sia "in posizione strategica" in relazione ai collegamenti autostradali, portuali, aeroportuali e ferroviari, probabilmente non conosce bene il territorio», scrivono in una nota congiunta Pd, Sel, Idv, Socialisti, Comunisti, Verdi. E' una bocciatura senza appello quella dei partiti scarlinesi.  Questi spiegano che l'agosto scorso il Comune ha adottato il nuovo piano strutturale. «Con questo strumento l'area del Casone viene identificata come un'area dove sviluppare le potenzialità insediative con produzioni e attività a basso impatto ambientale e nella quale operare una riqualificazione produttiva e misure atte al recupero ambientale così come prefigurato nel Ptc provinciale». Per di più, «vengono indicati i settori produttivi in cui saranno possibili interventi a partire dalla nautica, laboratori di ricerca, terziario, nuove tecnologie, osservatorio ambientale e la valorizzazione dei prodotti tipici». Insomma, tutte attività che poco si legherebbero con un centro di smistamento. «Il quadro conoscitivo e la proposta del nuovo piano strutturale - continua la nota - attestano invece che l'area è carente delle necessarie infrastrutture per le attività a forte impatto e, pertanto, l'inserimento di un polo logistico diventerebbe "non sostenibile" sia in relazione alle altre attività produttive presenti e ipotizzate nell'area del Casone sia con lo sviluppo turistico». Stesso discorso vale per «la valorizzazione delle risorse dell'intero territorio comunale di Scarlino, oltre che per gli altri obiettivi di sviluppo e pianificazione indicati dal nuovo piano strutturale, ampiamente condivisi e discussi nei momenti di partecipazione, quali incontri programmati e assemblee pubbliche». (a.f.)

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