Il Tirreno

Grosseto

«Sì alle centrali in cambio di risorse? Prima dati certi sulla salute»

La maggioranza di Arcidosso dà l'altolà agli "entusiasti"

Fiora bonelli
<strong>ARCIDOSSO </strong>Il sindaco Emilio Landi
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ARCIDOSSO Il sindaco Emilio Landi

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ARCIDOSSO. Geotermia. La maggioranza di Arcidosso, guidata dal sindaco Emilio Landi e dalla sua giunta, frena. Così, dopo alcune prese di posizione recenti (Franci, sindaco di Castel del Piano; Cna Amiata; e anche il presidente della Provincia Leonardo Marras) che sembravano dare il via libera al potenziamento delle centrali (fatta salva la sicurezza per l'ambiente e la salute) a fronte di ricadute importanti sul territorio, adesso Landi e i suoi lanciano una domanda: «Ma chi è assolutamente sereno nelle decisioni che dovranno essere prese?». E, per spiegare la propria posizione, ripercorrono alcune tappe fondamentali della querelle, prendendo le mosse dal protocollo sulla geotermia sottoscritto da Enel, regione Toscana e comuni geotermici. L'accordo prevedeva monitoraggio, valutazioni e approfondimenti in merito alle centrali stesse nonché la valutazione della eventuale ingerenza della geotermia con la falda idrica, l'aria e le ricadute generali sull'ambiente e sulla salute. «Nel protocollo - sostiene la maggioranza - si ribadiva la necessità delle risposte di impatto complessivo, in attesa delle quali qualsiasi richiesta di ulteriore ampliamento o nuove perforazioni non sarebbe stata autorizzata».  Il documento della maggioranza arcidossina, poi, rammenta l'attivazione da parte della Regione di incarichi di consulenza e di monitoraggio «che hanno consentito, per la prima volta, di poter ragionare alla presenza di studi, valutazioni e numeri».  E adesso a che punto siamo? Tre i nodi: falda idrica, emissioni e salute. «Per l'impatto idrico si è provveduto all'installazione di un piezometro per documentare in modo puntuale la condizione del bacino idrico e le sue fluttuazioni». Per la maggioranza non basta, e dunque si chiedono «altri due piezometri da ubicare in aree diverse al fine di ottenere un monitoraggio più "attendibile"».  Per le tonnellate di emissioni in atmosfera, si riconosce che la situazione è controllata, ma anche in questo caso c'è un inghippo, perché «alcune sostanze emesse in aria non sono regolamentate da disposizioni legislative, ossia, non sono stati individuati limiti o soglie da non superare. Questa carenza legislativa non consente quindi di attestare con assoluta certezza l'innocuità delle sostanze presenti nelle emissioni geotermiche e chiediamo, dunque, a Regione e ministero competente che si provveda subito a definire la soglia di tollerabilità umana».  Infine la situazione epidemiologica e la mortalità: «Dai dati della ricerca emerge una maggiore mortalità nei territori dell'Amiata legati alla geotermia (con picchi in taluni comuni) rispetto alla media regionale. La analisi dei dati portano l'Ars a escludere uno stretto collegamento con la geotermia. I dubbi vanno comunque fugati», commenta la maggioranza di Arcidosso. «Ed è stato pertanto condiviso con la Regione di effettuare un ulteriore approfondimento, verificando caso per caso le mortalità e quali erano le attività svolte, nonché gli stili di vita ed ogni altra informazione utile».  Per il gruppo di maggioranza arcidossino, dunque, «solo dopo aver rimosso queste preoccupazioni, con le conferme dell'assoluta "compatibilità" della geotermia col territorio, sarà possibile procedere a tutte quelle valutazioni di impegno dell'Enel, sulle ricadute positive sul territorio, che sono state enunciate dal presidente Marras, dal sindaco Franci e da altri. Ma questo è il passo successivo». Fino ad allora «la bandierina resta alzata», conclude la maggioranza arcidossina.

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