Il Tirreno

Grosseto

La cagnolina guida i soccorritori

Francesca Gori
La cagnolina guida i soccorritori

Il trattore si rovescia e schiaccia il padrone, lei abbaia per ore per chiedere aiuto

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Cinque anni fa, Tibullo aveva salvato la vita a Serena, prendendola con sé e dandole una casa. Serena è una bastardina: taglia piccola e pelo fulvo. Giovedì pomeriggio è stata lei a permettere ai soccorritori di trovare il settantottenne, rimasto schiacciato dal suo trattore. Quando il genero dell'agricoltore è arrivato al podere, Serena era accanto a lui da oltre quattro ore. Si era stesa sulla spalla dell'anziano, per tenerlo al caldo.

Alle quattro del pomeriggio, quando Tibullo Chelli, scansanese di 78 anni è arrivato al podere Martellone, tre chilometri appena fuori dal paese del Morellino, Serena era lì, ad aspettarlo come ogni giorno. Otto chili, le gambe buone, di quelle che corrono avanti e indietro per i campi, insieme ai cinque asini che quelle zolle le calpestano ogni giorno.
Serena ha aspettato che Tibullo salisse sul trattore. Ieri c'era da coltrare il terreno, in quella parte di podere che dirada verso la macchia. Un terreno difficile da lavorare, che Tibullo ha comprato poco prima di andare in pensione.

Lui, la terra ce l'ha dentro. E nonostante l'età e i continui mugugni della moglie Angiolina e dei figli, quella terra non l'ha voluta abbandonare.
Nel campo Serena c'era anche ieri. Ed è stata la cagnolina la prima a rendersi conto che qualcosa era successo nel podere. Il trattore è scivolato giù da un dirupo alto quasi due metri. Probabilmente Tibullo stava tornando verso il cancello che si affaccia su una mulattiera, quando, anziché ingranare la prima, è entrata la retromarcia. L'agricoltore era cosciente, parlava. I soccorritori lo hanno trovato così. Ma soltanto dopo ore. L'uomo è gravissimo, lotta tra la vita e la morte all'ospedale di Grosseto, dove è stato già sottoposto a due interventi chirurgici.

A casa, ad aspettarlo c'era Angiolina. Il genero Santino Ceccarelli e la figlia Antonella erano a cena fuori. Angiolina però, quando si è accorta che erano le nove di sera e Tibullo non tornava, ha chiamato la figlia.
«Ho detto a mia moglie che era meglio andare subito al podere - racconta Santino - che tanto Tibullo lo avremmo trovato lì». Era buio e in quei campi sperduti nel nulla, stretti tra la macchia e una mulattiera, la luce dei lampioni non arriva e i fari delle auto illuminano poco più avanti. Ma c'era Serena, che aveva abbaiato così tanto da perdere il fiato. Che aveva fatto per ore, almeno quattro se non di più, avanti e indietro per quel podere, a latrare e abbaiare per farsi sentire, per chiedere aiuto. «Tibullo urlava e ci chiamava - dice Santino - ma le sue grida erano cancellate dal latrato di Serena, che ci è venuta incontro e ci ha fatto strada.

Poi, quando è arrivata accanto a mio suocero, si è di nuovo accucciata sulla sua spalla, con il muso appiccicato alla testa di Tibullo». Lei lo aveva scaldato, lei lo aveva vegliato e poi era corsa incontro a quelle persone che forse l'avrebbero aiutata. «Quando siamo scesi giù e abbiamo visto Tibullo in quel modo - continua Santino Ceccarelli - abbiamo capito che non c'era un minuto da perdere. Ma anche che i soccorritori sotto a quel dirupo non ci sarebbero arrivati». E come succede in paesi come Scansano, dove tutti sono amici di tutti, sei persone sono arrivate al podere e hanno aiutato Santino e Antonella a tirare fuori Tibullo da sotto il trattore. Uno dei soccorritori ha dovuto anche fare i conti con Serena, che non si è mossa da lì un attimo.

La cagnolina aveva paura che tutta quella gente non fosse lì per salvare la vita al suo padrone, e ha morso un dito a uno di quegli uomini. «Ma è stato un attimo - dice Santino - poi si è messa buona, sulla spalla di mio suocero. A Serena bisognerebbe dare l'Oscar». Il trattore è stato sollevato, Tibullo è stato messo in sicurezza. Serena è rimasta lì, con i soccorritori, ad aspettare che arrivasse l'ambulanza del 118. I sanitari sono scesi fino in fondo al podere, hanno caricato l'agricoltore sulla barella.

Poi la corsa verso Grosseto, all'ospedale Misericordia, dove l'anziano è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico all'addome. In sala operatoria è entrato ieri notte alle 2.
C'è tornato anche ieri mattina. La sua famiglia è rimasta all'ospedale, tutto il giorno in corsia, per capire se Tibullo ce la farà. Le sue condizioni sono gravissime e la prognosi è riservata.
Serena, invece, è rimasta al podere. Ieri pomeriggio era nella sua cuccia, dentro la casetta in muratura che si trova in fondo al terreno, a pochi metri dal punto in cui Tibullo è caduto nel dirupo. Frastornata, silenziosa. Ieri, lei che abbaia sempre, la sua voce non l'ha fatta sentire a nessuno. E anche il cibo che gli avevano messo nella ciotola, ieri pomeriggio, è rimasto lì. Serena, ora, aspetta solo il ritorno di Tibullo.

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