Il Tirreno

Grosseto

«L'impianto o si amplia o si chiude»

Lorenzo Santorelli

La Solemme pronta a investire 15 milioni, ma chiede risposte certe

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 GROSSETO. Un investimento da circa quindici milioni di euro per ampliare l'impianto di compostaggio e produzione di biofertilizzanti di Carboli, a Monterotondo Marittimo, passando dalla capacità attuale di 26.100 tonnellate a 70.000 tonnellate.  I vertici di Solemme, Acquedotto del Fiora (socio di Acquesar, la società del gruppo Acea che opera nel recupero e smaltimento degli scarti della depurazione delle acque che ha tra gli altri soci Publiacqua Firenze, Asa Livorno ed è proprietaria del 100% del capitale di Solemme ndc) e Coseca hanno presentato il nuovo progetto per l'allargamento dell'impianto per il trattamento dei fanghi derivati dalla depurazione delle acque e dal recupero della frazione organica della raccolta differenziata.  Un progetto sul quale però pende la spada di Damocle del ricorso al Tar presentato il mese scorso da trenta soggetti privati e pubblici, tra i quali spiccano Coldiretti e Italia Nostra, contro la decisione della Provincia di non assoggettare le modifiche dell'impianto alla procedura di Valutazione di impatto ambientale.  Un rapporto di sessanta pagine nel quale vengono contestate sia le procedure sia i meriti dell'operazione, sottolineando il continuo utilizzo di autorizzazioni in proroga per un impianto che, a detta dei detrattori, ammorberebbe l'aria di miasmi che renderebbero l'ambiente insalubre.  Un impasse che irrita il presidente di Solemme Spa, Fausto Valtriani, secondo il quale «una politica che non decide è inutile».  «Ci dicano sì o no - attacca Valtriani - e si assumano le loro responsabilità. Ma sappiano che, seguendo i principi dell'economia di scala, l'impianto di Monterotondo con la capacità attuale non sta in piedi».  Dopo aver replicato a Mario Tanda della Coldiretti, sezione di Monterotondo, che aveva obiettato sulla mancanza di un incontro pubblico sull'argomento, «il Comune ha tutte le carte ed i progetti, spetta a loro informare i cittadini, non all'azienda», il presidente di Solemme termina l'affondo con un aut aut. «Deve essere chiaro: l'impianto o si amplia oppure si chiude».  Il grimaldello giuridico per scardinare le resistenze degli oppositori e la melina politica lo spiega Alfredo De Girolamo, presidente di Confservizi Cispel Toscana (l'associazione regionale delle imprese di servizio pubblico che operano nel territorio toscano e che gestiscono servizi a rilevanza economica ndc).  «Grazie alla legge regionale 35/2011 fortemente voluta dal governatore Rossi - spiega De Girolamo - una volta sottoscritti gli accordi di programma per le opere di interesse regionale strategico, può essere richiesta la procedura sostitutiva in caso di impasse locale».  Perciò, come si legge all'articolo 3, "Ove si verifichino inerzie o ritardi in ordine agli adempimenti concordati con l'accordo di programma e il collegio di vigilanza non provveda" secondo quanto previsto,dopo un mese di tempo il presidente della giunta regionale "procede in sua sostituzione e nomina un commissario".

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