Il dolore
I rifugiati restano a Massa ancora per un anno
Alfredo Faetti
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AL LAVORO. In cucina Prorogata l'accoglienza. E loro festeggiano con un pranzo etnico per tutti
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MASSA MARITTIMA. I rifugiati politici resteranno nelle Colline Metallifere per un altro anno. Prorogato il periodo della loro accoglienza, la Società della Salute e gli altri soggetti coinvolti tracciano il cammino dei 70 esuli presenti sul territorio. Parola d'ordine integrazione. E' stata una giornata importante quella di ieri a Massa Marittima. «E' servita per fare il punto della situazione sul piano accoglienza della Regione nelle Colline Metallifere» dice il presidente della Sds, Luciano Fedeli. C'erano tutti ieri a Massa: i Comuni coinvolti nel piano (oltre ai padroni di casa, anche Scarlino e Montieri), l'agenzia formativa che si occupa del programma d'integrazione, il centro territoriale di Follonica e così via. Ma soprattutto, c'erano loro, i 70 rifugiati politici che racchiudono tra di loro 18 nazionalità diverse, tutti fuggiti dagli orrori della guerra in Libia. Erano loro i protagonisti ieri, soprattutto a pranzo, quando hanno cucinato un pranzo etnico per tutti i presenti (ed erano molti). Riso speziato, pollo, patate, dolci di miele, pop corn con lo zucchero e molte risate. «Terminata la fase d'accoglienza, assistenziale e burocratica, adesso occorre dare a queste persone una bussola per orientarsi nel nostro paese» spiega Fedeli. E di tempo, per integrarsi, queste persone ne avranno ancora molto. Infatti è arrivata l'ordinanza (firmata dall'ex premier Silvio Berlusconi) con la proroga dell'accoglienza fino al 31 dicembre 2012. «Dobbiamo dar loro gli strumenti per diventare cittadini autonomi. - continua Fedeli - Perché la stragrande maggioranza di loro ha intenzione di rimanere in Italia». Per questo da lunedì partirà il programma d'integrazione, finalizzato soprattutto all'apprendimento della lingua come mezzo d'informazione. Le lezioni verranno accompagnate da visite guidate in luoghi di incontri sociali (ad esempio farmacie o biblioteche) e da stage in alcune aziende che hanno già dato la loro disponibilità. Questo programma terminerà il 31 maggio, quando per gli addetti ai lavori arriverà il momento di sstabilire il grado di apprendimento di ciascun esule, in modo da progettare la seconda fase. Ma le prime lezioni saranno particolarmente importanti per quattro di loro, che a differenza di tutti gli altri non hanno ottenuto lo status di "rifugiati". «Non possiamo conoscere noi i parametri di questo parere negativo» spiega l'assessore di Scarlino Paolo Rustici. Infatti, approvare o meno lo status spetta alla Questura, nel caso maremmano quella di Torino, che a seguito delle interviste rilasciate da ciasun esule al momento del suo arrivo prende la sue decisione. Per questi saranno decisivi i prossimi tre mesi, in cui potranno fare una nuova richiesta.
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