Il dolore
Violenza e abusi: boom di denunce
Alfredo Faetti
Aumentate del 70% le segnalazioni alla task force di Asl e Procura
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GROSSETO. Angela aveva 16 anni la prima volta che ha avuto il permesso di andare in discoteca. «All'una a casa» disse sua madre. Ma al momento del ritorno, delle mani l'hanno afferrata e portata nell'ombra, dove i ricordi si sono fatti confusi e terribili. Sono molti i casi come questo, nel grossetano. Ma per fortuna sta aumentando il coraggio nel denunciarli, grazie alla Task force e al "codice rosa". In una sala Pegaso gremita ieri mattina gli addetti ai lavori hanno presentato il libro "Codice rosa: il magico effetto domino", che raccoglie i risultati ottenuti in Maremma. Titolo azzeccato, perché nel territorio è venuto fuori il coraggio e la speranza, che porta, grazie ai soggetti messi in campo, tutte le vittime di violenze familiari a denunciare i loro carnefici. Un effetto domino, appunto. Tutto grazie alla task force interistituzionale, sancita con un patto d'intesa tra l'Asl 9 e la Procura di Grosseto, e del "codice rosa", attivato ogni volta che al pronto soccorso si presentano casi riconducibili a violenza su soggetti deboli. Non è soltanto un'unità d'intenti messa in moto per apportare cure alle vittime e raccogliere le segnalazioni, ma più un punto di contatto, dove le varie istituzioni si danno da fare per mettere insieme i pezzi di un'esperienza terribile. Già, perché sono tanti, davvero, questi casi di violenza. «I dati sono inquietanti ma rispecchiano la realtà» ha detto il procuratore capo Francesco Verusio. In tutto il 2010, il pronto soccorso di Grosseto ha trattato 240 casi di maltrattamento, 36 pediatrici, 25 di stalking, 8 di abuso, per un totale di 309 codici rosa. Le vittime si sono presentate nella gran parte dei casi (l'84 per cento) di propria volontà, alcuni invece sono stati accompagnati da operatori scolastici mentre altri ancora dalle forze dell'ordine. Nei primi sei mesi del 2011 questi casi sono aumentati: 216 di maltrattamento, 14 pediatrici, 6 di stalking e 5 abusi. Totale: 241 casi di codice rosa. Un aumento del 70 per cento. Un dato però che non deve essere letto soltanto in chiave negativa, perché non sta a significare che siano aumentati i casi di violenza; testimonia soltanto che sono aumentate le denunce di questi, quindi il coraggio e la voglia di reagire. Stiamo parlando di donne, bambini, anziani, disabili, vittime dell'omofobia. Violenze troppo spesso consumate tra le mura domestiche. Non è facile per le vittime, insomma, parlare delle loro esperienze. Ed è qui che entrano in gioco gli uomini e le donne della task force e del codice rosa. «Dobbiamo stare sempre attenti perché dietro alle storie più inverosimili possono nascondersi casi di violenza domestica. - dice Giuseppe Coniglio, procuratore sostituto responsabile della task force - Dietro al racconto di un barattolo di marmellata che cade, di uno spigolo o di una doccia scivolosa può celarsi una violenza». Ma per fortuna, la Maremma sembra reagire. «Stanno aumentando le denunce e questo è soltanto un buon segnale» dice Vittoria Doretti, responsabile della task force per l'Asl 9. «Serviva una risposta unitaria dello Stato a questa emergenza» continua il pm Coniglio. Una risposta unitaria che si è concretizzata nella task force e nel progetto che ora è diventato anche un libro. Nato, grazie al coraggio di molti, di non restare zitti.
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