Il Tirreno

Grosseto

Teletirreno, scontri e veleni

Elisabetta Giorgi
<b>SCONTRI.</b> Giancarlo Capecchi; Lorenzo Centenari
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SCONTRI. Giancarlo Capecchi; Lorenzo Centenari

Botta e risposta. Cinque lavoratori attaccano il segretario Cgil, lui replica

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 GROSSETO. In un clima di veleni e accuse incrociate, su Teletirreno è sempre più bufera. Le polemiche sull'emittente si accendono e ora una parte dei lavoratori (5) prende per la prima volta la parola, e attacca il sindacato provinciale della Cgil "colpevole" di aver preso posizione - due giorni fa - contro l'azienda che ha disertato un incontro in Regione Toscana.  Le parole del segretario provinciale Lorenzo Centenari - che ha bollato l'editore Piero Barbagli come un «padroncino arrogante» e il direttore Giancarlo Capecchi come un «capitano che pensa a salvare se stesso» - non sono piaciute a un gruppo di collaboratori (Carlo Sestini, Paolo Mastracca, Enrico Giovannelli, Massimo Galletti e Marco Corsi), che attaccano il sindacato e prendono le distanze - di fatto - dai 7 dipendenti che hanno impugnato i contratti.  «Teletirreno - esordiscono - ha prodotto decine di servizi al giorno, centinaia al mese. Il tutto possibile grazie al lavoro silenzioso e continuo non di 7 sole persone ma di una vera e propria schiera tra stipendiati, giornalisti e cameraman, collaboratori e liberi professionisti, che per la professione sacrificavano volentieri la famiglia. Nell'esprimere solidarietà ai colleghi che hanno perduto il proprio unico posto di lavoro, è bene comprendere che quanto apparso sulla stampa è fuorviante e approssimativo». Sestini e gli altri si riferiscono «in particolare alle parole pesanti e offensive usate da Centenari nel definire il passato di Teletirreno "vecchio e marcio". Com'è possibile, ci chiediamo, che un buon sindacalista quale Lorenzo Centenari si è sempre mostrato essere, possa cadere in un errore così marchiano? Nessuno forse gli ha detto che Teletirreno è molto più grande dei 7 dipendenti che hanno impugnato il licenziamento e si sono giustamente rivolti alla Cgil per farsi tutelare, ma è fatta di tante professionalità e lavoratori che poco hanno a che spartire con il "vecchio e marcio" a cui Centenari ha fatto riferimento e che si sentono profondamente offese da quelle affermazioni gratuite e poco rispettose di chi ha lavorato con professionalità e qualità per oltre undici anni? Vogliamo ricordare che un bravo sindacalista si definisce tale quando non offende i lavoratori, perché il lavoro è da tutelare in ogni sua accezione. Un modo di esprimersi, quello di Centenari, più consono agli anni '60 che ai tempi attuali in cui il lavoro è sempre più precarizzato e finalmente meritocratizzato. Per troppo tempo si è andati avanti con la difesa a oltranza e a spada tratta del "posto" di lavoro a prescindere, anche nei confronti di chi, e non è il caso in questione, il posto non lo merita». La preghiera è che Centenari, pensi anche «a chi è un lavoratore atipico, un libero professionista o un artigiano di se stesso, che paga le sue brave tasse e i suoi contributi, senza ammortizzatori sociali e tutele. Invitiamo il segretario della Cgil, la prossima volta, a non discriminare quei lavoratori che, al contrario di quanto contenuto nelle infelici affermazioni di cui sono stati oggetto, hanno una visione "moderna e sana" del proprio lavoro».  Il segretario provinciale della Cgil, dal canto suo, replica confermando la sostanza di quanto già dichiarato. «Sestini, e con lui gli altri firmatari, è troppo intelligente per far finta di non capire che nella vicenda di TeleTirreno il vecchio e marcio a cui abbiamo fatto riferimento non si riferisce assolutamente ai lavoratori (lui compreso) e alla loro professionalità che è fuori discussione e che complessivamente avrebbe meritato maggior rispetto da parte dell'azienda. Ci siamo riferiti esclusivamente all'azienda, ai suoi comportamenti nei confronti delle istituzioni, dei lavoratori, ai disoccupati e agli strascichi, compreso i debiti verso la collettività, che ci lascerà in regalo. Anche se sono facilmente intuibili i veri motivi per cui questi collaboratori di TeleTirreno hanno firmato quella lettera - conclude il segretario - la Cgil non fa polemica personali con chi lavora e addirittura si impegna doppiamente».

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