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Grosseto

Bramerini e Scaletti sul Centro Etruschi: finanziamento a rischio

Piuss, altolà dalla Regione «Il Comune spieghi o rinunci»

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ASSESSORE. Cristina Scaletti

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GROSSETO. Il Comune chiarisca le problematiche finanziarie e gestionali sul Piuss. Oppure rinunci al finanziamento regionale. Dagli assessori Scaletti e Bramerini arriva un messaggio chiaro: vogliamo andare avanti sul Piuss, ma il Comune ci faccia sapere cosa è disposto a fare, magari rimodulando l'intervento. Altrimento il finanziamento salta. Compresi i soldi - aggiungiamo noi - che sono già stati spesi. «Il Piuss di Grosseto - scrivono Cristina Scaletti e Annarita Bramerini, dopo aver letto le ultime dichiarazioni del sindaco - rappresenta una sfida importante per la città e per tutta la Maremma, in vista della creazione di un nuovo polo di attrazione turistica. Il lavoro che in questi anni abbiamo fatto in qualità di Regione capofila del progetto Etruschi sta dando frutti incoraggianti: e per questo abbiamo apprezzato molto il sistema di progetti Piuss del Comune e ne abbiamo assicurato il finanziamento».  La Regione, ricordano, ha ammesso a finanziamento l'operazione Piuss sul Centro nazionale documentazione Etruschi fin dal dicembre 2010, mettendo a disposizione 5milioni 350mila euro, poi integrati, nel luglio 2011, finanziando l'intero importo ammissibile richiesto dal Comune di Grosseto: in tutto 8milioni 824mila euro. Il Comune di Grosseto ha per parte sua presentato il progetto definitivo entro la scadenza del giugno 2011. Nell'ottobre 2011, nell'ambito del comitato Piuss svoltosi il 6 ottobre 2011, l'autorità di gestione del Por Creo (Programma Operativo Regionale, obiettivo Competitività Regionale e Occupazione) ha fatto presente al rappresentante del Comune di Grosseto che erano emerse in fase istruttoria delle criticità su aspetti sia finanziari che gestionali. Il Comune veniva pertanto invitato a provvedere urgentemente alla definizione degli aspetti segnalati oppure a rinunciare al finanziamento.  «Il piano gestionale è fondamentale strumento per garantire la fattibilità del progetto - sottolineano Scaletti e Bramerini -, senza il quale il progetto medesimo non può dirsi completo. La normativa che regola il Piuss, inoltre, non consente attualmente la modifica delle quote di finanziamento in atto: il 40% spetta agli enti locali, il 60 alle Regioni. Nessuna scorciatoia è possibile. I finanziamenti previsti non possono prescindere da una sostanziale integrazione con il Centro che certamente deve garantire una sua sostenibilità economica nel tempo».

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