Il Tirreno

Grosseto

«Più rigore sui contributi a Teletirreno»

Elisabetta Giorgi
<b>TELETIRRENO.</b> La sede in via Giada
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TELETIRRENO. La sede in via Giada

Il sindacato stampa annuncia un giro di vite sulle erogazioni pubbliche

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 GROSSETO. Vigilare sull'erogazione dei contributi pubblici. Lo chiede l'Ast (associazione stampa toscana) che interviene sulla vicenda Teletirreno invitando gli enti a «riservare le risorse solo a chi è in regola».  Procedendo coi licenziamenti di massa e disertando l'ultimo incontro in Regione - un fatto che lo stesso assessore al lavoro Gianfranco Simoncini ha sottolineato come «con pochissimi precedenti nella storia della Regione e tanto più grave in chi opera nel campo dell'informazione e utilizza un bene pubblico» - «la proprietà ha dimostrato un comportamento grave e sconcertante per l'assoluta mancanza di rispetto sia nei confronti di lavoratori licenziati con procedure illegittime, sia nei confronti delle stesse istituzioni». Lo spiega il presidente Paolo Ciampi a nome del direttivo dell'Ast, mettendo all'indice il comportamento di un'azienda «che dopo aver licenziato i lavoratori senza rispettare le corrette procedure e al di fuori di qualsiasi confronto con le parti sociali, insiste a sottrarsi alle sue responsabilità. Un comportamento inaccettabile, anche alla luce dei contributi pubblici che negli anni il gruppo di cui fa parte Teletirreno ha generosamente percepito».  Contributi ricevuti (tanto per citare "un" ente pubblico) dalla stessa Regione Toscana. «A questo proposito non è sfuggita al sindacato la notizia della costituzione di altre due società del gruppo a cui sono stati trasferiti i beni di Teletirreno». Se il destino dell'emittente è insomma quello di chiudere, parallelamente alla costituzione di una nuova società appoggiata a una frequenza digitale extra-grossetana (probabilmente aretina), «noi - promette Ciampi - vigileremo su ogni operazione di questo tipo esigendo dalle istituzioni e dal Corecom più rigore nell'erogazione dei fondi, perché questi ultimi siano riservati, specie in tempi di ristrettezze economiche, solo alle realtà più virtuose: quelle dove i contratti sono in regola e i rapporti rispettati in maniera chiara e corretta. Spesso la richiesta di soldi è passata attraverso l'abile intraprendenza a costruire nuove società. Sta a noi vigilare e chiedere agli enti di andare oltre la lettura formale delle carte, per vedere su quali basi effettive siano improntati questi soggetti. Non è un modo per andare contro i lavoratori: crediamo sia nell'interesse di una corretta gestione delle risorse pubbliche». Su questo fronte l'Ast chiederà alla Regione di tornare alla carica perché la proprietà non eluda le responsabilità.

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