Il Tirreno

Grosseto

«Interventi urgenti per il lavoro»

Lorenzo Santorelli
<b>L&#146;APPELLO.</b> Contro la crisi economica la diocesi chiede interventi adeguati alle istituzioni
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L’APPELLO. Contro la crisi economica la diocesi chiede interventi adeguati alle istituzioni

L'appello alle istituzioni della Diocesi dopo la pubblicazione dei dati Istat

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 GROSSETO. L'economia della provincia non può sorreggersi solo sull'agricoltura e sul turismo, servono infrastrutture adeguate e vanno estesi gli ammortizzatori anche alle categorie meno tutelate.  A spronare il territorio è la curia che, attraverso l'Ufficio diocesano per la Pastorale Sociale e del Lavoro, dopo la pubblicazione dei dati sull'occupazione. Numeri relativi al 2010 e al primo semestre del 2011 che dipingono un quadro a tinte fosche con un incremento dei disoccupati (+2000 giugno 2011 su giugno 2010) e delle indennità di disoccupazione (+15% 2010 su 2009). Essendo aumentato il numero di chi si immette sul mercato di lavoro a causa di licenziamenti, poca formazione e inefficacia delle soluzioni di "autoimpiego", occorre che tutti i protagonisti dell'economia locale «si adoperino per realizzare progetti di sviluppo che sappiano creare occupazione di qualità e facciano convergere il più possibile la domanda e l'offerta». Quindi è necessario puntare ad «una formazione scolastica e professionale continua che possa garantire al sistema economico le professionalità richieste», attraverso un responsabile orientamento allo studio ed al lavoro per i nostri giovani. Non si tratta di fare discriminazioni fra tipologie di lavoro ma auspicare «una maggiore propensione per le attività economiche a più alto valore aggiunto». Questo perchè agricoltura e turismo, «sebbene di qualità», da soli non sembrano poter garantire «il reddito e l'occupazione in una prospettiva di lungo periodo». Parallelamente, e sembra di sentire sindaci ed assessori anche se i nomi dei progetti non vengono fatti, la nostra provincia dovrebbe dotarsi di «adeguate infrastrutture che possano favorire le attività economiche locali, aprendole ai mercati nazionali e internazionali». Statistiche sconfortanti che raccontano, storie di persone in situazioni difficili poiché «dietro ai numeri dell'economia c'è sempre l'uomo, l'autore, il centro e il fine di tutta la vita economico-sociale». Per questo, conclude la curia nel suo passaggio più "politico", la via da seguire è quella di «una maggiore equità ed efficacia dei cosiddetti ammortizzatori sociali» anche a quei soggetti che non «godono di tutele pubbliche, come gli assegni di mobilità e di disoccupazione», ovvero i lavoratori atipici, gli autonomi ed i disoccupati di lungo corso. Tenendo però sempre ben presente che «la solidarietà si deve esprimere nei nostri comportamenti personali con azioni concrete, giacché un giorno tutti noi saremo chiamati a rispondere dei nostri fratelli nel bisogno, siano o no assicurati con l'Inps».

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