Il Tirreno

Grosseto

Fuga di gas ed esplosione, 7 a giudizio

<b>PROPRIETARIO.</b> Dante Cecchini
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PROPRIETARIO. Dante Cecchini

Ipotesi di disastro colposo per le presunte omissioni nell'installazione

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 BATIGNANO. Sono stati rinviati a giudizio in sette. Ciascuno per quelle che la Procura ritiene responsabilità di tipo colposo nell'esplosione, con incendio, della palazzina di Batignano avvenuta nella notte fra il 26 e il 27 settembre 2007, a causa di una fuga di gas.  Il gup Marco Mezzaluna ha accolto le richieste del pm Gliozzi e ha fissato per il 20 febbraio la prima udienza dibattimentale, davanti al giudice Addimandi. Sono imputati di disastro colposo il proprietario dell'appartamento, Dante Cecchini, 49 anni, originario di Siena; Giancarlo Gotti e Alberto Gotti, 46 anni e 78 anni, in qualità di legali rappresentanti e responsabili tecnici della Gotti Alberto snc di Castiglione; Claudio Romualdi, 37 anni, e Sergio Caldesi, 56 anni, entrambi di Castiglione, dipendenti della ditta Gotti co-esecutori dei lavori; Giancarlo Curielli, 63 anni, titolare della Termoidraulica di Grosseto; Alberto Antoni, 47 anni, anche lui di Alberese, che aveva lavorato per conto e su incarico di Curielli.  Secondo l'imputazione, avrebbero proceduto alle operazioni di installazione e allaccio alle singole unità abitative (il complesso comprende 17 appartamenti, compreso quello di Cecchini) di un impianto di distribuzione di gpl dotato di un unico serbatoio fisso. La Procura contesta azioni distinte ma comunque omissive, perché non sarebbe stato redatto un progetto di impianto con modalità confomri alle norme di sicurezza Uni Cig 8827; perché sarebbero stati installati singoli riduttori di pressione di secondo stadio privi (contrariamente alle buone regole tecniche) di dispositivi di blocco in caso di sovrappressione; perché non sarebbe stato installato (come invece raccomandato dalla casa costruttrice) un filtro destinato a impedire e comunque a ridurre l'ingresso nel riduttore di corpi estranei e residui di lavorazione (causa di sovrappressione); infine perché le singole operazioni di allaccio sarebbero avvenute con modalità di installazione inadeguate e carenti.  Cecchini è nella duplice veste di parte offesa (insieme alla Gradella Immobiliare) e imputato: in quest'ultima veste perché non avrebbe chiuso il rubinetto di intercettazione del gas al momento di lasciare la casa, secondo le normali regole di prudenza. Questi fu investito dall'esplosione quando fece ritorno a Batignano dopo il lavoro: a innescare l'esplosione fu l'accensione della luce, secondo la Procura, o una scintilla inavvertitamente azionata sul piano cottura oppure ancora per altro motivo.  L'esplosione e l'incendio causarono gravissimi danni all'appartamento di Cecchini e a quelli vicini, svellendo una grata in ferro che fu proiettata sulle auto in sosta lì davanti. (p.s.)

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