Proteste
Colpo da 30mila euro
Alfredo Faetti
◗
Svaligiato bancomat del Monte dei Paschi
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GAVORRANO. Il palcoscenico è sempre lo stesso, quelle filiali Monte dei Paschi a notte fonda, così come la trama: i ladri forzano l'ingresso e svaligiano la cassaforte del bancomat, senza nessun allarme. L'ultimo atto di quest'opera è andato in scena la notte scorsa a Gavorrano, per un bottino di 30mila euro. Il sospetto, a questo punto, è che anche i protagonisti siano sempre i soliti. L'ipotesi che questi furti sparsi nelle varie filiali Mps del grossetano (ma non solo) siano riconducibili ad una banda specializzata nel settore è rafforzata da diversi aspetti. Uno dei fili conduttori, troppo curioso per non farci caso, è la cassaforte da svaligiare, sempre targata dal gruppo senese.
Il primo episodio risale a maggio, quando di mira è stata presa la filiale di Massa Marittima (non nuova in fatto di furti), per un bottino di circa 100mila euro. Trascorsa l'estate, i ladri sono tornati all'opera, questa volta nella sede distaccata di Follonica, che ha fruttato 90mila euro. Passa qualche settimana ancora e il 3 novembre il palcoscenico si sposta a Cinigiano dove la "fatica" dei malviventi frutta loro 18mila euro. Passano giusto otto giorni e di nuovo viene derubata la filiale di Follonica, questa volta di 40mila euro. Infine, la notte scorsa, quella tra martedì e mercoledì, Bagno di Gavorrano, dove la refurtiva ammonta a circa 30mila euro. Sono entrati forzando il portellone antipanico all'ingresso e hanno svuotato la cassaforte del bancomat, lasciando pronta l'amara sorpresa per i dipendenti della filiale, che non hanno potuto far altro che chiamare i carabinieri e chiudere la banca. Ma anche questa è una trama già vista. Infatti, altro elemento comune è la dinamica di questi furti. Fatta eccezione di Cinigiano, dove i ladri sono entrati dalla finestra, a Massa Marittima, Follonica e Bagno sono entrati dal portellone antipanico. Negli ultimi due centri addirittura da quello principale, mentre a Massa da uno sul retro. I colpi vanno in scena sempre a notte fonda, quando le strade sono deserte. Una volta dentro, i ladri vanno dritti alla cassaforte del bancomat, dove piede di porco e fiamma ossidrica fanno il resto. Riempito il sacco, i ladri spariscono nel nulla, senza che nessuno senta niente. Neanche l'allarme della banca, che puntualmente non scatta mai.
«Abbiamo sistemi di sicurezza, che però, a quanto pare, non hanno funzionato» dicono dalla filiale di Bagno. Esattamente come a Follonica, Massa Marittima e Cinigiano. Un lusso troppo prezioso per professionisti che entrano e agiscono sempre in piena tranquillità, sapendo bene dove mettere le mani. È l'esprienza a non far commettere errori. E durante questi colpi gli autori non ne hanno commesso alcuno.
Il primo episodio risale a maggio, quando di mira è stata presa la filiale di Massa Marittima (non nuova in fatto di furti), per un bottino di circa 100mila euro. Trascorsa l'estate, i ladri sono tornati all'opera, questa volta nella sede distaccata di Follonica, che ha fruttato 90mila euro. Passa qualche settimana ancora e il 3 novembre il palcoscenico si sposta a Cinigiano dove la "fatica" dei malviventi frutta loro 18mila euro. Passano giusto otto giorni e di nuovo viene derubata la filiale di Follonica, questa volta di 40mila euro. Infine, la notte scorsa, quella tra martedì e mercoledì, Bagno di Gavorrano, dove la refurtiva ammonta a circa 30mila euro. Sono entrati forzando il portellone antipanico all'ingresso e hanno svuotato la cassaforte del bancomat, lasciando pronta l'amara sorpresa per i dipendenti della filiale, che non hanno potuto far altro che chiamare i carabinieri e chiudere la banca. Ma anche questa è una trama già vista. Infatti, altro elemento comune è la dinamica di questi furti. Fatta eccezione di Cinigiano, dove i ladri sono entrati dalla finestra, a Massa Marittima, Follonica e Bagno sono entrati dal portellone antipanico. Negli ultimi due centri addirittura da quello principale, mentre a Massa da uno sul retro. I colpi vanno in scena sempre a notte fonda, quando le strade sono deserte. Una volta dentro, i ladri vanno dritti alla cassaforte del bancomat, dove piede di porco e fiamma ossidrica fanno il resto. Riempito il sacco, i ladri spariscono nel nulla, senza che nessuno senta niente. Neanche l'allarme della banca, che puntualmente non scatta mai.
«Abbiamo sistemi di sicurezza, che però, a quanto pare, non hanno funzionato» dicono dalla filiale di Bagno. Esattamente come a Follonica, Massa Marittima e Cinigiano. Un lusso troppo prezioso per professionisti che entrano e agiscono sempre in piena tranquillità, sapendo bene dove mettere le mani. È l'esprienza a non far commettere errori. E durante questi colpi gli autori non ne hanno commesso alcuno.
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