Gioco
Le associazioni chiedono che si dia impulso alla sperimentazione
Porta a porta, raccolta di firme per rilanciare il progetto
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RIFIUTI. A sinistra Barocci delle associazioni sopra una serie di cassonetti condominiali per il porta a porta 2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Una raccolta firme da domani e fino a Natale in Corso Carducci per riportare al centro del dibattito pubblico il tema della raccolta differenziata dei rifiuti. L'iniziativa è promossa dal "Comitato Porta a porta" di Grosseto che dalla sua costituzione, meno di un mese fa, continua a raccogliere in modo trasversale nuove adesioni da parte di singoli cittadini o di associazioni. Obiettivo della raccolta firme? «Rammentare ai sindaci le loro responsabilità - dice il Comitato annunciando l'iniziativa - perché i numeri non sono opinabili». «Nonostante sia stato dimostrato che anche a Grosseto il porta a porta è più conveniente - scrivono per il comitato Roberto Barocci e Alberto Frattini - si procede troppo episodicamente verso l'estensione del sistema a tutta la città, dove la differenziata è ferma al 30 per cento, mentre in provincia siamo fermi al 24,35%». Su questo si innesta il problema, sollevato sempre dal comitato, degli «errori di programmazione e del sovradimensionamento degli impianti di trattamento rifiuti. L'Ato rifiuti ha puntato, in contrasto a tutte le indicazioni di legge, sull'incremento della produzione dei rifiuti, prevedendo una crescita impossibile del 5 per cento annuo. Ma dal 2006 stiamo registrando cali nell'ordine del meno 3 per cento annuo». Il comitato cita a titolo di esempio il 2010, con 181.066 tonnellate di rifiuti previste dall'Ato rifiuti e 157.700 effettivamente prodotte e certificate dall'Agenzia regionale recupero risorse. «La programmazione errata - osserva ancora il comitato - ha portato alla realizzazione di impianti sovradimensionati e a una convenzione che ha vincolato per i prossimi 27 anni tutti i Comuni della provincia a produrre e a conferire al soggetto privato Unieco 91.460 tonnellate di rifiuto indifferenziato, costante nel tempo, e oltre 27mila tonnellate di organico e potature verdi provenienti dalla differenziata, per un totale di circa 119mila tonnellate annue costanti. Ma questa condizione scoraggia la crescita della raccolta differenziata e comporta aggravi di costi a carico dei cittadini». Del resto, ricorda il comitato, «i contratti con i privati possono essere modificati quando sia accertato che ledono gli interessi della collettività e quando sono in contrasto con le previsioni di legge». Infine l'appello alle istituzioni: «Sulla base di questi dati chiediamo ai sindaci e alla Provincia un confronto pubblico non più rinviabile».
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