Il Tirreno

Grosseto

Opere pubbliche, è ancora giallo sui conti

Enrico Pizzi
<b>BILANCIO </b>L&#146;assessore Paolo Borghi
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BILANCIO L’assessore Paolo Borghi

Non è chiaro quale cifra manchi all'appello rispetto alle previsioni

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 GROSSETO. «È la somma che fa il totale», avrebbe detto Totò se avesse partecipato alla seduta congiunta della seconda e quarta commissione, ieri pomeriggio, nella sala consiliare del Comune di Grosseto. Uno dei punti all'ordine del giorno era, ancora una volta, la vicenda della scoperta, da parte dell'assessore ai lavori pubblici Giuseppe Monaci, dell'improvvisa mancanza di risorse per le opere previste nel piano annuale approvato il 31 agosto insieme al bilancio.  L'assessore aveva ritenuto di avere a disposizione una buona fetta dei circa 6,2 milioni recuperati dalla rinuncia - chissà se temporanea o definitiva - al Centro nazionale di documentazione sulla civiltà etrusca. E aveva anche spiegato, decretando lo stop al progetto Etruschi, come fosse più utile investire quelle risorse, ora, in opere pubbliche e manutenzioni. Salvo poi scoprire che quei soldi, forse, non erano così a disposizione come aveva creduto. Anzi, a metà settembre si è anche saputo che il piano delle opere pubbliche avrebbe dovuto fare a meno pure di un milione di euro di minori entrate da oneri di urbanizzazione.  Il caso era esploso a metà ottobre. La settimana scorsa una prima riunione congiunta delle commissioni, presenti gli assessore Monaci e Borghi, si era conclusa con l'insoddisfazione delle opposizioni che avevano chiesto una nuova convocazione col ragioniere capo Giulio Balocchi. In quel frangente si era parlato solo della minore entrata da un milione e della scelta di utilizzare un avanzo di amministrazione di 2,3 milioni proprio per le opere pubbliche. Nonostante tutto Monaci aveva confermato che non c'erano sufficienti risorse per attuare il piano annuale e che molte opere sarebbero slittate all'anno successivo. Eppure, con l'avanzo di amministrazione il piano avrebbe dovuto avere più risorse che in precedenza. Nella seduta di ieri si è chiarito invece che quei 2,3 milioni di euro non finiranno - o finiranno solo in parte, ed è questo il punto ancora oscuro - nel piano delle opere pubbliche.  Borghi ha anche fatto l'elenco delle destinazioni: acquisizioni di beni immobili (127mila euro), progettazioni esterne per lavori pubblici (136mila), manutenzioni di scuole elementari (190mila), impianti sportivi (311mila e 500), strade vicinali (250mila) e viabilità (646mila), infomobilità (100mila), collettori servizio idrico (260mila), manutenzione verde pubblico e parchi (220mila), manutenzione cimiteri (80mila). Tutte opere, par di capire, non comprese nel piano delle opere pubbliche, che resta quantomeno privo di un milione di euro, salvo miracoli dell'urbanistica che portino nuovi oneri di urbanizzazione.  La conclusione, però, è che il capogruppo del Pdl Giacomo Cerboni alla fine si è arreso, rinunciando a capire, ma annunciando anche che l'opposizione metterà in campo altri mezzi per cercare di conoscere la verità sulle risorse per le opere pubbliche.  Oggi, in consiglio comunale, la questione sarà riaperta, perché si discuterà proprio dell'utilizzo dell'avanzo di amministrazione. Chissà se sarà finalmente chiarito se e quanti soldi siano venuti a mancare e quante e quali siano le opere che slitteranno alle previsioni del prossimo anno.

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