Il dolore
La proposta di Marchetti (Api): la piattaforma logistica si sposti di qualche chilometro
«Il Polo vada al Madonnino»
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MADONNINO. Larea attorno alla zona della fiera L'idea è fare sistema con Roccastrada e dare impulso al progetto
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GROSSETO. «Il polo logistico? Spostiamolo di un paio di chilometri, nel territorio di Roccastrada. L'importante è farlo». Simone Marchetti, capogruppo di Api-Udc nel consiglio comunale di Grosseto, membro della commissione urbanistica, ma soprattutto cittadino del quartiere Montepescali-Braccagni, lancia una proposta nuova. Lo fa alimentando l'attualissimo dibattito su due infrastrutture non più rinviabili. Due infrastrutture fondamentali per la Maremma: la piattaforma logistica e il polo agroalimentare. Negli ultimi giorni su questi argomenti sono intervenuti in tanti: da Gianni Chelini a Massimo Felicioni, passando per Emilio Bonifazi. Sembra avviato un ragionamento per individuare una nuova destinazione. Si parla di Scarlino, di Grosseto Nord. Ora anche del Madonnino. «A mio avviso - sono parole di Marchetti - il nucleo del distretto agroalimentare deve restare qui, nel cosiddetto utoe di Braccagni. Abbiamo già l'area fieristica, aziende avviate del settore e soprattutto una zona, quella nel Comune di Roccastrada, che, pare di capire, è pronta ad ospitare insediamenti di un certo tipo, in linea con quanto inizialmente previsto alle spalle di Braccagni». Il consigliere di Api fa esercizio di realismo. «Il progetto di polo intermodale così come lo abbiamo pensato fino a qualche mese fa mi sembra superato. Dalle difficoltà nel reperire le risorse, dall'avversione della gente, dalle osservazioni della Regione Toscana. Sono d'accordo con il sindaco quando apre a ulteriori valutazioni. Esaminando le osservazioni al regolamento urbanistico. verrà rimessa in discussione la localizzazione di tutti gli insediamenti produttivi e io credo che si debba ragionare anche con i territori confinanti». Il problema resta il braccio ferroviario di collegamento. «E' vero. Ma io credo che nella fase di start-up si possa rinunciare ad una intermodalità piena. La ferrovia peraltro resta vicinissima. Comunque la mia domanda oggi è proprio questa: è fattibile un'infrastruttura di dimensioni più piccole (rispetto a quelle previste a Braccagni) nell'area del Madonnino già urbanizzata dal Comune di Roccastrada e rimasta desolatamente vuota? La rivolgo al presidente della Provincia Marras, ai sindaci Bonifazi e Innocenti, alle forze politiche. L'importante - ribadisco - è che si cerchi di sbloccare la situazione». Pentito di aver votato, a suo tempo, a favore del Polo logistico a Braccagni? «Assolutamente no. Il futuro passa da qui. Ripartiremo soltanto se programmiamo dinamiche di sviluppo che, per necessità, devono essere di carattere produttivo. Personalmente sono convinto che la zona di cui stiamo parlando sarà centrale nella ripresa economica della provincia, per l'internazionalizzazione delle nostre imprese, per l'occupazione. Poi possiamo anche decidere di continuare a vendere ombra, a creare eccellenze e apprezzarle tra noi... ma è una prospettiva che non mi convince». Quindi, in sintesi, lei dice: partiamo dalla Barriere Verde annunciata da Bonifazi, facciamo sistema con Roccastrada e poi vediamo.. «Più o meno è così. Creare infrastrutture moderne - come ha detto il sindaco - è alla base di un progetto di crescita. Si può discutere del come e del dove, ma non del se. Hanno ragione Lamioni, Bonifazi, Marras quando evidenziano che le nostre eccellenze vengono appesantite da costi enormi per varcare i confini locali. Non è un caso che la Maremma fatichi nell'export. E allora decidiamo. Non facciamo diventare il polo logistico un'altra Tirrenica...». (g.b.)
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