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Grosseto

Ex Mabro: partono le azioni di responsabilità

Dieci milioni di euro per i soci e i liquidatori

<b>IL MANAGER.</b> Aldo Invitti
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IL MANAGER. Aldo Invitti

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 GROSSETO. È fissata al 15 dicembre l'udienza di apertura del giudizio di omologazione del concordato preventivo richiesto da Royal Tuscany Fashion Group, la società che ha gestito Mabro dall'estate del 2008 al febbraio del 2011. Intanto, per gli amministratori e i sindaci revisori in carica fino a giugno 2010, la società ha avviato le azioni di responsabilità e si parla di una richiesta di risarcimento per circa 10 milioni di euro.  Il tribunale ha convalidato il voto dei chirografari, avvenuto il 2 novembre, anche se Unicredit aveva depositato il proprio soltanto la sera, sul tavolo del commissario liquidatore Enrico Domenichelli. Con il voto di Unicredit si era raggiunto il 56,5 per cento dei creditori.  Domenichelli non si sbilancia sull'esito, ma spiega che molto dipenderà dalla reale volontà delle parti in gioco di portare davvero a casa il concordato. Insomma non sarà ininfluente quello che succederà da qui al 5 dicembre, data entro la quale il commissario dovrà depositare la relazione con il suo parere sul concordato.  Sembra di capire che un ruolo determinante lo avranno i rapporti tra Fidi Toscana e Monte dei Paschi. La banca aveva un credito chirografario di 2,8 milioni di euro per il quale ha riscosso 500mila euro di fidejussione da Fidi, e un credito privilegiato di 3,7 milioni di euro per il quale ha riscosso 1,1 milioni di fidejussione. Fidi è creditrice di Royal Tuscany, per le somme pagate a Mps, ma è anche socia di Royal tuscany e dunque ha approvato la proposta di concordato che prevede il pagamento solo al 40% del credito privilegiato. La società si aspetta che Fidi si accontenti di quello, e non voglia il 100% come Mps. C'è, poi, tra i protagonisti, la nuova proprietà di Mabro, il gruppo Marcolana che ha il capannone in affitto e Abbigliamento Grosseto che si è impegnato ad acquistarlo per 5 milioni di euro.  Le scelte di questi soggetti potranno rendere più o meno credibile la proposta di concordato. Domenichelli terrà conto di tutto, e anche delle azioni di responsabilità nei confronti di chi ha fatto parte del cda di Royal Tuscany e del collegio dei sindaci revisori fino al giugno del 2010, quando si verificò che la società aveva accumulato, in due anni, debiti per quasi 25 milioni di euro. E.P.

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