Il Tirreno

Grosseto

Alla stazione tra gli accampamenti

Maurizio Bernardini
<b>IMPOSSIBILE PARCHEGGIARE.</b> Le rastrelliere delle biciclette alla stazione
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IMPOSSIBILE PARCHEGGIARE. Le rastrelliere delle biciclette alla stazione

Materassi per terra e sporcizia, impossibile parcheggiare le bici

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 GROSSETO. Come prima, più di prima.  È trascorso un mese esatto dal nostro viaggio tra il degrado che domina l'area limitrofa alla stazione ferroviaria di Grosseto.  Nulla è cambiato.  Un fatto decisamente particolare per una cittadina, a dir la verità più un paesone, che conta poco più di 80 mila abitanti, insomma mica Napoli. Proseguono indisturbati i bivacchi, di giorno e di notte, così come continua a farla da padrona la sporcizia, spesso a braccetto con l'incuria.  Come già detto esistono tre veri e propri accampamenti nomadi, uno vicino al deposito provvisorio Tiemme, che per fortuna non prese fuoco un paio di settimane fa, quando il motore di un pullman andò in fiamme, gli altri vicino alle Poste. Materassi gettati sul terreno, tra urina e feci e vestiti stesi alle siepi sono sempre in bella vista.  Fare i propri bisogni davanti agli occhi dei turisti o dei ragazzi che aspettano i bus per tornare a casa dopo una mattinata di studio è cosa normale. Insomma, davvero un bel biglietto da visita. Lo avevamo testimoniato un mese fa. Ci troviamo a doverlo fare anche oggi. Anzi, a dirla tutta si è aggiunto un materasso, tanto di posto a ridosso delle abitazioni ce n'è a volontà. Inutile dire che lo spettacolo che emerge è difficilmente commentabile. Ci avviciniamo per scattare qualche foto e viene sinceramente da stropicciarsi gli occhi e domandarsi se quella che stiamo vedendo è Grosseto. La capitale della Maremma, il luogo che in tanti cercano di sponsorizzare, giustamente, con fior di iniziative legate ad un brand che, se conosciuto, piace da morire.  La Grosseto civile, la Grosseto di cui facilmente ci si innamora non può però essere questo. Facciamo qualche passo a piedi e ci ritroviamo davanti alla zona dove solitamente era possibile, fino a qualche tempo fa, depositare le biciclette: è sempre inaccessibile, tutto ancora transennato. Il mese scorso vi erano rottami e sporcizia a non finire. «Era stato completamente ripulito», ci fanno sapere i ragazzi che aspettano il bus. Oggi è nuovamente stracolmo di spazzatura. Ma la novità più curiosa e triste è quella che vediamo tra il verde a ridosso della fermata sussidiaria della Tiemme, quella parallela al punto informazioni della società di trasporto pubblico: è tutto stato ripulito e sono sparite anche le panchine. «Pare fosse l'unico modo per allontanare i senzatetto ubriachi che vi bivaccavano - ci fa sapere un autista - adesso tutti quegli sbandati si sono spostati da altre parti, anche sotto la statua del buttero, la sera spesso si accampano lì. Speriamo non ci levino pure quella», ironizza sconcertato. Forse, anche se ne dubitiamo, lo smantellamento delle panchine è avvenuto in vista dei futuri lavori più volte annunciati dall'amministrazione comunale.  Speriamo sia così e non una semplice resa dinanzi ad un problema ritenuto inaffrontabile ed altrimenti ingestibile.  Come già abbondantemente descritta la situazione è ai limiti dell'assurdo, inutile scriverne ancora.  Ma a questa immagine fortemente raccapricciante vogliamo sommare un problema di altrettanta sostanza: una cittadina civile, in un paese civile, può permettere che donne, bambini e uomini vivano in queste condizioni di palese degrado senza indirizzarli verso un'alternativa realmente percorribile? E' possibile che chi di dovere non riesca a mettere fine ad una situazione chiaramente vergognosa di degrado legale e civico? Sono queste le domande che si pone chi arriva alla stazione. Tra un mese saremo in pieno periodo natalizio. Vetrine illuminate, città tirata a lucido e vestita a festa. Speriamo di poter scrivere tutta un'altra storia.

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