Il Tirreno

Grosseto

Incidenti in aumento, i dati Aci A Grosseto 31 morti nel 2010

Lorenzo Santorelli

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 GROSSETO. In un territorio dove quasi tutti sono proprietari di un veicolo di trasporto, ogni dodici giorni una persona muore a causa di un incidente stradale. Le statistiche non raccontano mai i singoli casi e ogni episodio di cronaca sulle strade è una storia a sé, ma il rapporto Aci - Istat su incidenti, morti e feriti verificatisi nel 2010 rivela i dati allarmanti che riguardano la provincia. A partire da quei 31 morti che valgono il non invidiabile quarto posto per numeri assoluti in Toscana, staccata alla primatista Firenze con 58 ma sulla scia di Pisa e Lucca, entrambe con 33. Una provincia la nostra caratterizzata da un territorio vasto ma scarsamente popolato, che però registra 200.618 veicoli circolanti a dispetto di 228.000 abitanti.  Nella nostra Provincia nel 2010 i morti sono stati 31 rispetto ai 22 dell'anno precedente (+ 6,8%) anche se, ad onor del vero, negli ultimi dieci anni il dato è oscillato in una forbice numerica tra i 22 ed i 40. I feriti (dei quali non è dato sapere il livello di gravità) sono stati 1.452 contro i 1370 del 2009 e il totale degli incidenti è salito dai 982 ai 1.046. A livello nazionale il 75% degli incidenti è avvenuto su strade urbane ma i più gravi si sono verificati su quelle extraurbane. Un elemento confermato indirettamente dai numeri riguardanti comune per comune. Grosseto svetta con 10 morti e 713 feriti, seguita nel numero di incidenti e feriti da Follonica (99 e 127) ed Orbetello (80 e 111) che però nel dato di mortalità si fermano rispettivamente 0 e 1, sorpassate sorprendentemente da Roccastrada (4 morti) e da altri comuni che hanno visto spegnersi sulle loro strade 2 vite (Capalbio, Civitella Paganico, Magliano in Toscana, Monte Argentario e Pitigliano). «La mancata precedenza, la distrazione e l'eccesso di velocità costituiscono la "triade mortale" - dice Mauro Minoletti, direttore dell'Aci di Grosseto - ma è chiaro che da un'analisi complessiva non possiamo tener fuori il tema delle infrastrutture e dell'educazione stradale, specialmente dei più giovani». A tal proposito Aci da anni organizza corsi di guida responsabile nelle scuole, «in Austria hanno ridotto il numero di incidenti del 30%», e sta aprendo in tutta Italia scuole con simulatori di guida e programmi didattici ad hoc nell'ambito del progetto "Ready to go". «Ci sono tante iniziative sulla sicurezza ma manca una politica che le sintetizzi e coordini - riflette Alberto Paolini, vicepresidente Aci nonché direttore di Grosseto Parcheggi, che poi chiosa - l'incidente stradale provocato da fattori umani è uno dei modi più stupidi per morire». Per quanto riguarda la "temporalizzazione" degli incidenti, luglio è il mese più nero mentre febbraio quello più tranquillo. Di venerdì si sono verificati il maggior numero di incidenti ma è il sabato il giorno con più morti. Infine nonostante le 18 siano state l'orario con più incidenti non viene sfatata la convinzione che la notte sia più pericolosa: tra le 22 e le 6 infatti ci sono stati meno incidenti il più alto tasso di mortalità, soprattutto nel week end. Sul sito dati.istat.it è possibile consultare e scaricare gli indicatori anche a livello provinciale e la serie storica dal 2001 al 2010.

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