La manifestazione
«È l'ora di scoperchiare la pentola»
Elisabetta Giorgi
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TELETIRRENO. La sede di via Ambra e la consigliera Matergi Matergi (Pd): «Per Teletirreno si parla dell'avvio di una nuova società Tutte le istituzioni hanno il dovere di vigilare a tutela dei lavoratori»
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GROSSETO. «Su Teletirreno c'è bisogno di scoperchiare la pentola e capire cosa sia successo». Così Lucia Matergi, consigliera regionale del Pd, solleva la necessità di «monitorare a fondo» la situazione dell'emittente diretta da Giancarlo Capecchi. «Ciò anche alla luce del fatto che voci insistenti parlano dell'avvio a Grosseto di una nuova attività di produzione televisiva», ventilando rivoluzioni societarie e l'avvento di una nuova tivù che starebbe nascendo sulle ceneri di Teletirreno, probabilmente appoggiata alla frequenza di un'altra emittente riconducibile al gruppo Barbagli. Tra i nomi in circolazione c'è quello di "Tirrenochannel", neppure troppo lontano da quello dell'antenata. Ieri il sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi, il presidente della Provincia Leonardo Marras e il segretario della Cgil Lorenzo Centenari hanno incontrato i dipendenti di Teletirreno a palazzo Aldobrandeschi. Ma per capire davvero cosa succederà dopo il 21 novembre (quando l'emittente cesserà le trasmissioni e per i dipendenti sarà l'ultimo giorno di lavoro) la Regione ha convocato per oggi alle 10, a Firenze, l'editore Piero Barbagli. L'incontro, inizialmente previsto per il 19, è stato anticipato per aver modo di capire le intenzioni dell'editore riguardo agli assetti presenti e futuri dell'emittenza. Da parte della Regione, l'emergenza numero uno è la necessità di chiarezza. «Mi sembra arrivato il momento di scoperchiare la pentola - dice la Matergi che spiega di essere fortemente impegnata in questo - C'è bisogno che le istituzioni monitorino a fondo la situazione di Teletirreno per capire cosa sia successo». E questo su più fronti: dai licenziamenti alle esposizioni contributive, ma anche - prosegue la Matergi - ai "vari" assetti societari che si stanno mescolando sulle ceneri di Teleradiocenter. «È una situazione grave quella che si prospetta all'orizzonte: non soltanto per l'impoverimento evidente nel panorama dell'informazione locale, ma anche per la situazione dei lavoratori che resteranno senza lavoro. La Regione è impegnata in questo e credo fondamentale che l'azienda proprietaria debba fare un passo indietro, sospendendo i licenziamenti ed eventualmente attivando la cassa integrazione per i dipendenti».
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