Attenzione
Scansano. Le strutture non a norma per cacciare il colombaccio sono tante ma ben nascoste
Capanni abusivi e fucile irregolare La Forestale denuncia due persone
Francesca Ferri
2 MINUTI DI LETTURA
SCANSANO. Cacciava con un fucile irregolare su un capanno abusivo insieme a un conterraneo anch'egli su un capanno abusivo. È l'ultimo risultato dei controlli che il personale del corpo forestale dello Stato del comando di Scansano sta effettuando dall'apertura della caccia. Controlli condotti battendo a piedi, palmo a palmo, il territorio e che hanno portato a scoprire molti capanni abusivi. Domenica scorsa la Forestale è riuscita a pizzicare due proprietari che, a Pancole, si erano costruiti altrettante strutture per la caccia al colombaccio senza l'autorizzazione e senza aver pagato le tasse previste. I due, cinquantenni originari di Terni, oltre alla multa di 100 euro dovranno smantellare il capanno. «Quello dei capanni abusivi - spiega l'assistente Mario Isidori, che con l'assistente capo Paolo Metrano ha effettuato i controlli - è un problema non nuovo. Sono molto difficili da trovare, di solito sono nascosti su piattaforme sugli alberi, ed è complicato rintracciare persino gli stradelli per raggiungerli». Per costruire queste strutture bisogna fare la richiesta in Provincia, ma il numero delle postazioni disponibili è limitato e c'è da mettersi in lista. Il motivo? «Ci vengono abbattuti molti animali - spiega la Forestale - e perciò vanno posti dei limiti». Stessa esigenza di contenimento che sta alla base della norma che impone un riduttore di capacità del serbatoio del fucile, in modo che spari tre colpi e non cinque. E questo è proprio quanto è capitato a uno dei due, pizzicato sul capanno col fucile senza il fermo. La Forestale ha sequestrato l'arma e denunciato il cacciatore. La Forestale raccomanda di chiedere per tempo la concessione alla Provincia; la tassa varia a seconda della grandezza del capanno.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
