La manifestazione
LA LETTERA
A noi la caccia non piace
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GROSSETO. Una lunga lettera contro la caccia al cinghiale e contro la nostra iniziativa è giunta in redazione da Paolo Rossi, degli animalisti di Associazione di idee. "Non condivido - scrive - la scelta di fare informazione omaggiando l'attività venatoria, ma riconosco al Tirreno autorevolezza". E pluralità, aggiungiamo noi. "Ci tengo ad evidenziare che non apprezzo foto di animali ammazzati, tenuti per le orecchie in posizioni oscene, accanto a compiaciuti cacciatori". Rossi ritiene che dare così spazio al tema della caccia sia offensivo per l'intelligenza dei grossetani, "i quali riescono a capire le motivazioni a monte di tanta premura verso chi uccide i più deboli". Rossi invita poi a riflettere che nella maggioranza degli altri paesi occidentali, andarsene in giro armati di fucile per sparare agli animali non è consentito. E accomuna schiavismo, sessismo, razzismo e specismo, accusando Il Tirreno di stare dalla parte sbagliata, "del più forte", al pari di chi alimentava lo sfruttamento di schiavi e donne. "Siete difensori di un potentato, di una lobby destinata al declino dall'evoluzione intellettuale".
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