Il Tirreno

Grosseto

Ormeggi cancellati con un "click"

<b>LA FOTO RITOCCATA.</b> I pontili che si vedono bene nella foto sopra sono quelli che si possono vedere a Porto Ercole e che sono in quello specchio d&#146;acqua da oltre trent&#146;anni. Il Comune per ottenere l&#146;autorizzazione alla Soprintendenza alla realizzazione dei pontili galleggiante ha chiesto ai titolari delle concessioni di &#147;cancellare&#148; quei pontili utilizzando un software I pontilisti per&ograve;, nonostante abbiano cambiato l&#146;immagine del porto, il giorno dopo hanno scritto all&#146;amministrazione per scaricare la loro responsabilit&agrave;. Sereno il sindaco Cerulli: &laquo;La Soprintendenza sa che abbiamo utilizzato questo sistema, non c&#146;&egrave; alcun illecito&raquo;.
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LA FOTO RITOCCATA. I pontili che si vedono bene nella foto sopra sono quelli che si possono vedere a Porto Ercole e che sono in quello specchio d’acqua da oltre trent’anni. Il Comune per ottenere l’autorizzazione alla Soprintendenza alla realizzazione dei pontili galleggiante ha chiesto ai titolari delle concessioni di “cancellare” quei pontili utilizzando un software I pontilisti però, nonostante abbiano cambiato l’immagine del porto, il giorno dopo hanno scritto all’amministrazione per scaricare la loro responsabilità. Sereno il sindaco Cerulli: «La Soprintendenza sa che abbiamo utilizzato questo sistema, non c’è alcun illecito».

Foto "ritoccata" alla Soprintendenza per ottenere le autorizzazioni

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 PORTO ERCOLE. Ricorsi e controricorsi, giustizia civile e penale, una matassa di documenti difficile da sbrogliare. Quella dei pontili all'Argentario è diventata ormai un sequel di colpi di scena, tra annullamenti, sospensive, gare d'appalto e militari della guardia di finanza impegnati a raccogliere materiale. Ora, da tutta questa matassa, esce un nuovo filo: una fotografia lavorata con Photoshop e inviata alla Soprintendenza per ottenere le concessioni.  Una fotografia che l'amministrazione comunale doveva trasmettere alla Soprintendenza e che doveva essere prodotta dai pontilisti che avevano fatto richiesta di concessione demaniale. La questione, è particolarmente delicata: in ballo c'è la stagione estiva.  Il 2 luglio, chi ha ottenuto le concessioni e ha già fatto avere alla Soprintendenza, attraverso il Comune, il materiale richiesto per ottenere il parere alla realizzazione dei pontili, viene contattato dall'amministrazione. «Serve documentazione integrativa entro le 13 di domani», si legge nel fax, seguito poi da una telefonata da parte dell'amministrazione, che spiega di che si tratta: la documentazione integrativa altro non è che la fotografia del porto senza i pontili.  Una questione di lana caprina: la Soprintendenza infatti, avrebbe dovuto dare l'autorizzazione alla realizzazione dei pontili. Ma l'ente risponde al Comune che così come stanno le cose, quella richiesta non può soddisfarla: i pontili, infatti, ci sono già.  Da lì l'amministrazione trova una soluzione: la Soprintendenza vuole vedere com'era il porto di Porto Ercole prima dell'installazione dei pontili? Dalla fotografia gli ormeggi spariscono grazie a un software. Cancellati. La foto è identica, mancano solo i pontili. Alcuni concessionari hanno fatto la stessa cosa. Qualcuno però, il giorno dopo, a quella foto "ritoccata" ci ha ripensato e ha dato mandato al tecnico o all'avvocato o a chi comunque seguiva gli interessi dell'azienda di scrivere un'altra lettera, questa volta direttamente all'amministrazione. Una lettera nella quale si dice che sì, quella foto "farlocca" è uscita proprio dalle aziende che avevano partecipato alla gara d'appalto, ma che così era stato richiesto dall'amministrazione. La responsabilità, quindi, nel caso specifico, per i pontilisti è da attribuire all'amministrazione.  Per il Comune invece, come spiega il sindaco nella pagina accanto, quel ritocco con Photoshop non rappresenta alcun illecito: la Soprintendenza lo sapeva che quella foto era stata "ritoccata". Ma la storia della "sparizione" dei pontili dalle fotografie di Porto Ercole è uno dei tanti fili della matassa che ancora non si riesce a sbrogliare. Perché in questa faccenda, non ci sono solo la Soprintendenza, il Comune, i pontilisti, i tribunali (civili e penali). Ci sono anche decisioni prese dall'amministrazione che hanno mandato su tutte le furie i pontilisti, e che hanno generato ricorsi su ricorsi.  Uno degli ultimi casi scoppiati è quello che ha come protagonista l'azienda Cidonio, che ha vinto l'appalto aggiudicandosi il lotto numero 13. Il pontilista che aveva quella concessione ha vinto invece il lotto 11. Tutto a posto, quindi? No, per niente. Perché chi occupava fino alla data della gara d'appalto il lotto 11, aveva fatto ricorso direttamente al Consiglio di Stato contro il bando e la corte aveva dato la sospensiva presidenziale, sospendendo cioè il bando per 5 giorni. Il Comune, però, non ha sentito ragioni. E l'ex concessionario si è rivolto al Tar, ottenendo la sospensiava fino al giugno 2012. Quindi, il concessionario di quel lotto resta dov'è, e la Cidonio, invece, resta senza pontile. La frittata sembra fatta. Ma non è ancora cotta a puntino.  «Manca il piano regolatore del porto - dicono i pontilisti - e la Regione ha prorogato le concessioni preesistenti fino al 2015. Il nostro è l'unico Comune che è andato avanti senza avere una norma chiara che tuteli l'economia. E le concessioni che sono state assegnate da fine giugno in poi sono una diversa dall'altra». La storia non finisce qui. Ce ne saranno altre di gare, questa volta per i cantieri navali. «Con concessioni per 10 mesi - aggiungono - che non permettono nemmeno di cominciare a lavorare».

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