Finanza
Muore cadendo nel dirupo
Elisabetta Giorgi
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ELISOCCORSO. Inutile l’arrivo di PegasoGiuseppe "Tahiti" Pucci tradito dalla passione per le escursioni
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Lo chiamavano Tahiti perché amava vestirsi con colori esotici; e proprio vicino al mare - ma a Monte Argentario dove abitava e ha lavorato prima di andare in pensione - è stata tradito dalla sua passione: l'escursionismo. Giuseppe Pucci, 65 anni, santostefanese doc, ieri si è avventurato lungo un burrone in un luogo strepitoso e immerso nella natura, in uno dei punti più mozzafiato del promontorio, ma è crollato in un precipizio e morto sul colpo.
Un volo pauroso di 6 metri durante il quale avrebbe provato disperatamente ad aggrapparsi alle piantine di rosmarino che erano nel dirupo: i soccorritori gliele hanno trovate strette in mano quando lo hanno raggiunto sperando di salvarlo, ma per lui non c'era più niente da fare. Ex "marittimo", separato con due figli, un fratello ormeggiatore, classe 1946, Pucci - molto conosciuto all'Argentario - era amante della natura, dei funghi e delle piante selvatiche. Dopo pranzo era uscito di casa alla volta della strada panoramica fuori Porto Santo Stefano, in direzione Cala Piatti. Pare volesse "pescare" le lampatelle, i molluschi che stanno attaccati sugli scogli.
La tragedia si è consumata verso le 15 lungo un viottolo sterrato a mare che dalla panoramica scende fino alle scogliere sotto la punta di Capodomo, in zona Fondoni. Una zona bellissima quanto scoscesa e impervia, che si affaccia pericolosamente sul mare a circa 20 chilometri da Porto Santo Stefano. Dalle prime ricostruzioni, l'uomo avrebbe imboccato la strada che porta al ristorante di cala Piatti, ma anziché passare dal parcheggio avrebbe tagliato per la strada soprastante.
Lì, forse in un punto più sdrucciolevole, ha perduto l'equilibrio e crollato giù con un volo pauroso, sbattendo la testa. Dal ristorante alcune persone lo hanno visto e sono corse a soccorrerlo, ma Pucci era già morto. Sul posto sono arrivati l'ambulanza della Misericordia di Porto Santo Stefano, la Cri di Orbetello, i carabinieri, la Guardia Costiera e il Pegaso, che hanno raggiunto la vittima non senza difficoltà per poi constatarne la morte. Il corpo è all'obitorio di Orbetello.
Un volo pauroso di 6 metri durante il quale avrebbe provato disperatamente ad aggrapparsi alle piantine di rosmarino che erano nel dirupo: i soccorritori gliele hanno trovate strette in mano quando lo hanno raggiunto sperando di salvarlo, ma per lui non c'era più niente da fare. Ex "marittimo", separato con due figli, un fratello ormeggiatore, classe 1946, Pucci - molto conosciuto all'Argentario - era amante della natura, dei funghi e delle piante selvatiche. Dopo pranzo era uscito di casa alla volta della strada panoramica fuori Porto Santo Stefano, in direzione Cala Piatti. Pare volesse "pescare" le lampatelle, i molluschi che stanno attaccati sugli scogli.
La tragedia si è consumata verso le 15 lungo un viottolo sterrato a mare che dalla panoramica scende fino alle scogliere sotto la punta di Capodomo, in zona Fondoni. Una zona bellissima quanto scoscesa e impervia, che si affaccia pericolosamente sul mare a circa 20 chilometri da Porto Santo Stefano. Dalle prime ricostruzioni, l'uomo avrebbe imboccato la strada che porta al ristorante di cala Piatti, ma anziché passare dal parcheggio avrebbe tagliato per la strada soprastante.
Lì, forse in un punto più sdrucciolevole, ha perduto l'equilibrio e crollato giù con un volo pauroso, sbattendo la testa. Dal ristorante alcune persone lo hanno visto e sono corse a soccorrerlo, ma Pucci era già morto. Sul posto sono arrivati l'ambulanza della Misericordia di Porto Santo Stefano, la Cri di Orbetello, i carabinieri, la Guardia Costiera e il Pegaso, che hanno raggiunto la vittima non senza difficoltà per poi constatarne la morte. Il corpo è all'obitorio di Orbetello.
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