Il Tirreno

Grosseto

All’epoca dei fatti era minorenne

Perdonato dal giudice a sei anni dal furto

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 GROSSETO. Nei guai c'erano finiti in quattro, quando avevano tra i sedici e i diciassette anni, per il furto di un motorino, spinto a mano per mezza città, smontato e rivenduto a pezzi. Una sciocchezza che è comunque costata loro un procedimento penale per furto e ricettazione davanti al Tribunale dei minori di Firenze. A sei anni dai fatti, tuttavia, uno di loro - pentitosi del gesto e ormai diventato maggiorenne - ha ottenuto il perdono giudiziale. Vecchia questione, ma i tempi sono questi.  Si è così chiuso il procedimento nei confronti di un grossetano oggi 24enne, inserito nel mondo del lavoro e con un presente anche nello sport, assistito dall'avvocato Alessandro Lecci. Dopo essersi fatto sentire dal pm del Tribunale dei minori - condizione imprescindibile per l'ottenimento del perdono - ha ottenuto il provvedimento dal gup fiorentino, che ha estinto il caso. Per gli altri tre, invece, il processo continua. I fatti risalgono al 25 maggio 2005. Quel giorno era stato rubato un motorino posteggiato in via Sicilia, nei pressi dell'Istituto tecnico commerciale. Chi l'aveva rubato l'aveva spinto fino all'abitazione, nella zona della 167 sud, e lì - in un garage - lo aveva smontato. Alcune parti erano poi state rivendute.  I carabinieri, ricevuta la denuncia da parte del proprietario, si erano messi alla ricerca del ciclomotore. E l'avevano trovato, recuperando anche le parti cedute e risalendo a tutti gli autori del furto e ai destinatari dei pezzi smontati. Con i militari, il giovane (all'epoca poco meno che diciottenne) aveva subito collaborato, comprendendo di aver sbagliato. Tale convincimento è stato ripetuto davanti al pubblico ministero dal giovane, che ha ormai messo la testa a posto. P.S.

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