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Grosseto

«La citazione è nulla» Richiesta choc finale al processo Castiglione

«La citazione è nulla» Richiesta choc finale al processo Castiglione

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 GROSSETO. Fermate il processo, c'è una nullità evidente. Colpo di scena. L'avvocato Alessandro Risaliti, difensore di Luca Collini, chiede al giudice Addimandi di dichiarare la nullità del decreto di citazione a giudizio del suo assistito, il principale imputato insieme ad altri 7 per la presunta lottizzazione abusiva de Il Castiglione. La richiesta arriva durante quella che avrebbe dovuto essere l'ultima udienza, con i difensori chiamati a replicare alle richieste del pm Navarro (condanna a 18 mesi per Collini costruttore, Lorenzo Mugnai progettista e Giorgio Savonarola direttore di banca). «L'ho scoperta solo ieri (giovedì) - dice Risaliti nella sua arringa - Non è colpa di nessuno, è sfuggita a tutti». L'eccezione è basata sul fatto che la notifica è arrivata al solo difensore. «Chiedo un nuovo processo, con la notifica a Collini presso la sua residenza».  La richiesta non ha però fermato l'udienza: il giudice ha invitato comunque Risaliti a formulare le proprie conclusioni. E il difensore, oltre a sollecitare l'assoluzione, ha evidenziato la sussistenza della prescrizione: «Se è una lottizzazione negoziale, l'ultimo preliminare è dei primi mesi del 2006. E per l'attività edilizia, nell'ottobre 2005 Collini sollecita i promittenti acquirenti a pagare il quarto stato di avanzamento, che chiudeva di fatto lo stato strutturale, mentre il 5º è costituito da impianti e intonaci». A proposito della confisca (non chiesta dal pm) Risaliti ha sottolineato che questa andrebbe a incidere sui promittenti acquirenti anche se non sono proprietari e non nella sostanza su Collini.  A difesa dei tecnici comunali già ritenuti estranei dal pm ha parlato l'avvocato Umberto Gulina (per Franco Fantoni): «Nessuno degli acquirenti è andato in Comune a informarsi. Occorre diligenza anche da parte degli acquirenti, dice il Tar della Campania. Così invece perdono il diritto a chiedere il risarcimento: se interpellati, i tecnici avrebbero poturo chiarire. Nessun appunto è stato mosso loro dal pm. E il controllo non spettava a loro: competeva alla polizia municipale». L'assoluzione nonché il rigetto delle richieste risarcitorie sono stati sollecitati anche dagli altri difensori: Tamburro per Chionsini («atti commessi da terzi dopo il suo intervento»), Giorgi per Fornasiero e Marrata («il danno subito consiste nell'aver versato denaro per un oggetto diverso da quello prospettato, l'iter è perfetto, la negoziazione è estranea all'accatastamento»). L'avvocato Boccini (per l'ex proprietario Ivo Giusti - anche per lui richiesta di assoluzione) ha evidenziato l'assoluta estraneità.  Servirà un'altra udienza per repliche e sentenza: appuntamento al 16 dicembre. P.S.

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