Sicurezza
Ecco il fotografo della pittura
Claudia Della Verde
◗
FOTOGRAFO. Andrea Angione La crescita di Andrea Angione, la sua arte è nella reflex
2 MINUTI DI LETTURA
ORBETELLO. Come affermava Baudelaire: "la fotografia è la palestra dei pittori mancati", mai affermazione più adatta per descrivere l'artista in questione. Lui si chiama Andrea Angione, orbetellano dal 1977, figlio d'arte, con padre scultore e pittore. Sin da piccolo ha vissuto a contatto con un intera famiglia dedita al nobile mestiere. «L'idea di usare la fotografia è partita dal fatto che non sapessi dipingere - spiega Andrea - quando ero piccolo, sommerso dai libri di storia dell'arte e vedendo i lavori di mio padre, ho cominciato ad appassionarmi a questo mondo». Comincia così ad osservare l'iconografia classica; il bello, quelle linee armoniche, la ricerca di una perfezione nei dettagli e lo studio dei giochi di luce lo entusiasmano. Sentendosi inadatto all'uso di pennelli e colori, impugna la macchina fotografica. Dalle opere prime l'evoluzione, da dilettante a vero esperto del genere, non tarda ad emergere. I suoi "dipinti" si basano su uno studio approfondito di autori rappresentativi della cultura italiana ed europea, come Caravaggio, Michelangelo o Poussin. La sua intenzione è soprattutto quella di rielaborare questi capolavori, senza mai copiarli per creare pezzi unici, rendendoli vivi con personaggi presi dalla strada e dalla vita di tutti i giorni. Ne è un esempio Tomo, l'anziano signore che ha scelto un'esistenza libera, senza fissa dimora, ben conosciuto ad Orbetello per la sua gentilezza all'uscita della Coop. «Quando un amico me lo ha fatto conoscere - prosegue Angione - mi ha subito colpito per l'innata espressività, che benissimo si adatta allo stile. Il mio intento non è fare arte contemporanea, ma donare sensazioni attraverso la costruzione di un bello comunicativo». I suoi lavori assomigliano molto ad un set cinematografico, settore che anch'esso lo affascina ed in cui si è spesso cimentato con ottimi risultati. Nulla è lasciato al caso: i personaggi, gli abiti, le acconciature, il trucco, la luce e gli ambienti, per poi ripassare il tutto sotto un'ulteriore modifica con photoshop e pennello grafico. Orbetello lo conosce bene, ma, da una settimana a questa parte, anche la televisione nazionale gli ha dedicato uno spazio. Domenica scorsa, su "Rai Tre Persone", in molti hanno avuto il piacere di vederlo all'opera mentre costruiva una scena liberamente tratta dal Martirio di Sant'Erasmo. Oltre alle mostre passate, tra cui quelle a Forte Stella, a Palazzo Barberini ed alla Galleria Permanente di Milano, potremo forse vederlo, nel 2013, esporre al MAXXI della capitale.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
