Il dolore
Mediazione che non rende giustizia
Francesca Gori
Ritardo nell'apertura della camera e opposizione degli avvocati
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GROSSETO. Non chiamatela lotta di classe. Gli avvocati di Grosseto, l'opposizione all'organismo di conciliazione la stanno facendo non per difendere la loro posizione: ma quella dei cittadini. Che rischiano di veder sfumare il loro bisogno e desiderio di giustizia. C'è il maxiemendamento, domani, che potrebbe ridisenare ancora una volta questo organismo dell'Ordine degli avvocati che a Grosseto sarà pronto all'inizio dell'anno. E c'è anche la spada di Damocle della Corte costituzionale che potrebbe cambiare alcuni aspetti di legittimità sulla quale si fonda la camera di conciliazione.
«Soprattutto - dice il presidente dell'Ordine Luigi Bonacchi - perché se il 75% delle cause civili saranno dirottate in questo canale, significa che tantissimi cittadini che aspettano giustizia se la vdranno riconoscere tanto tempo dopo». Almeno con quattro mesi di ritardo per ogni causa, che costerà comunque soltanto per l'iscrizione a ruolo, diversi soldini. «Il fatto è che questo strumento esisteva per le cause di lavoro - aggiunge Bonacchi - ed è stato tolto perché non funzionava. Quello che non andava bene soltanto in un settore della giustizia ora è stato applicato a quasi tutto». E nel quasi tutto, quando si parla in termini di cause legali, ci rientrano anche i contenziosi con le assicurazioni, le banche, le aziende sanitarie, solo per fare qualche esempio.
«I poteri forti, li chiamo io - dice il presidente della Camera civile di Grosseto Massimo Ceciarini - che alla fine potrebbero, in questo modo, avere la meglio su cittadini che hanno sempre minor disponibilità economica e anche voglia di andare avanti in procedimenti civili che sono spesso lunghi». E magari, pensando di risparmiare, presentarsi alla camera di conciliazione dell'ordine senza la tutela di un avvocato. «Almeno avessero introdotto una formula simile al gratuito patrocinio - aggiunge - forse avrebbe anche avuto un senso. Ma così è uno strumento che serve a poco». Anche perché, le conciliazioni, in media, si fermano a nemmeno il 20%.
«Soprattutto - dice il presidente dell'Ordine Luigi Bonacchi - perché se il 75% delle cause civili saranno dirottate in questo canale, significa che tantissimi cittadini che aspettano giustizia se la vdranno riconoscere tanto tempo dopo». Almeno con quattro mesi di ritardo per ogni causa, che costerà comunque soltanto per l'iscrizione a ruolo, diversi soldini. «Il fatto è che questo strumento esisteva per le cause di lavoro - aggiunge Bonacchi - ed è stato tolto perché non funzionava. Quello che non andava bene soltanto in un settore della giustizia ora è stato applicato a quasi tutto». E nel quasi tutto, quando si parla in termini di cause legali, ci rientrano anche i contenziosi con le assicurazioni, le banche, le aziende sanitarie, solo per fare qualche esempio.
«I poteri forti, li chiamo io - dice il presidente della Camera civile di Grosseto Massimo Ceciarini - che alla fine potrebbero, in questo modo, avere la meglio su cittadini che hanno sempre minor disponibilità economica e anche voglia di andare avanti in procedimenti civili che sono spesso lunghi». E magari, pensando di risparmiare, presentarsi alla camera di conciliazione dell'ordine senza la tutela di un avvocato. «Almeno avessero introdotto una formula simile al gratuito patrocinio - aggiunge - forse avrebbe anche avuto un senso. Ma così è uno strumento che serve a poco». Anche perché, le conciliazioni, in media, si fermano a nemmeno il 20%.
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