Il Tirreno

Grosseto

L’uomo fu pestato con una chiave a croce

Due anni e quattro mesi per la rapina dal tabaccaio

Fra.Go.
<b>L&#146;AUTO.</b> Usata per la rapina
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L’AUTO. Usata per la rapina

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 GROSSETO. Una rapina in piena regola, un agguato scattato alle 18.50 di un sabato sera di gennaio. Un tabaccaio in ospedale, e tre ragazzi scappati da via Mameli a bordo di un'auto rubata. Fermati, dopo un inseguimento a piedi per i campi che costeggiano l'Aurelia, dai carabinieri di Orbetello. Iulian Iacob, Ciprian Sescu e Ciprian Susanu hanno patteggiato 2 anni e 4 mesi.  In viale Mameli i tre romeni entrano nella tabaccheria che non ha videocamere di sorveglianza. I ladri fanno irruzione e picchiano il titolare, Gianni Pillitteri, con una chiave a croce, di quelle che si utilizzano per smontare e rimontare le ruote delle auto. Uno di loro salta di là dal bancone, apre la cassa e preleva circa 3500 euro e alcune schede telefoniche. Poi, tutti e tre, salgono su una Peugeot 106 bianca targata Perugia, rubata qualche giorno prima a Terracina. L'auto, però è segnalata e i carabinieri di Orbetello la intercettano al bivio per Capalbio Scalo poco dopo le 20. Iacob, 26 anni, Sescu, 25 anni e Susanu, 24 anni abbandonano l'auto all' Oasi di Capalbio e scappano per i campi. Ma la loro fuga, pur durando alcune ore, a un certo punto finisce contro i carabinieri che battono l'Aurelia e via Origlio: una fetta di campagna dove i tre rumeni si sarebbero potuti nascondere. Ma dopo la mezzanotte, arriva la svolta. I carabinieri del radiomobile di Orbetello, fermano sull'Aurelia un'Alfa 156 che stava viaggiando in direzione Roma. A bordo ci sino altri due romeni, che, alla vista dei militari cominciano ad innervosirsi. I loro telefoni cellulari squillano a vuoto. I ragazzi non rispondono e i carabinieri decidono di sequestrarli. È la svolta. I due giovani romeni cedono alle pressioni dei militari e dicono loro che quelle chiamate arivavano dai tre rapinatori. Loro avevano soltanto il compito di andarli a recuperare, per toglierli dal brutto guaio nel quale si erano ficcati. Per l'aiuto, ai due denunciati per favoreggiamento - sarebbe spettata una ricompensa di 150 euro ciascuno.  A quel punto, uno dei due romeni ha risposto al cellulare, dicendo: «Stiamo venendo da voi». Sull'Alfa 156 sono saliti anche tre militari in borghese. Al loro seguito, altri carabinieri. Così all'appuntamento in un terreno a due passi dal cavalcavia di Borgo Carige - invece che l'ancora di salvataggio, i tre romeni hanno trovato un paio di manette ciascuno. Rapina e lesioni le accuse mosse nei confronti di Iulian Iacob, difeso dall'avvocato Mirko Bonari, di Ciprian Sescu, difeso dall'avvocato Christian Sensi e di Ciprian Susanu, difeso dall'avvocato Silvia Tonini. I tre hanno chiesto di patteggiare e il giudice per l'udienza preliminare Valeria Montesarchio ha accolto la richiesta degli imputati. Due anni e quattro mesi, oltre a mille euro di multa per la rapina ai danni della tabaccheria di via Mameli, per le botte prese da Giovanni Pillitteri e per il furto della Peugeot 106, che era stata rubata qualche giorno prima a Terracina.

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