Il Tirreno

Grosseto

Borghi azzera la cerimonia

Alfredo Faetti
Borghi azzera la cerimonia

Il sindaco non celebra il 4 Novembre: «Per protesta»

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 GAVORRANO. Il 4 novembre 1918 l'Italia usciva dalla prima guerra mondiale. Un anno dopo, quel giorno fu istituito come festa nazionale. Novantadue anni ancora e a Gavorrano è diventato un caso, dato che nel Comune non è stato celebrato niente «per protesta contro la burocrazia», spiega il sindaco Massimo Borghi. Il motivo: una circolare mal digerita dall'amministrazione.  Una circolare ministeriale che invitava i Comuni a festeggiare la ricorrenza due giorni dopo.  A notare la mancanza di tricolori e corone ai militi ignoti lungo le strade di Gavorrano è stato Jurij Di Massa, capogruppo del centrodestra. «Una grave dimenticanza istituzionale - dice - che offusca ulteriormente questi tempi vissuti dalla comunità gavorranese». Non solo: è stata «anche un'occasione persa per trasmettere ai giovani quel messaggio di pace e di democrazia che le forze armate d'Italia (anche a loro è dedicato il 4 novembre, ndc) incarnano e manifestano ogni giorno in ogni loro attività». Per Di Massa quanto avvenuto (o meglio non avvenuto) a Gavorrano merita una spiegazione. Per questo ha presentato un'interrogazione, convinto che si sia persa un'occasione per celebrare una ricorrenza importante. «Peccato - conclude il capogruppo - sic transit gloria mundi», ricalcando parole che non sembra portino fortuna.  Scarso patriottismo? Una dimenticanza? Perché a Gavorrano non si è festeggiato il 4 novembre? «Per protesta» risponde secco Borghi. «Prima delle celebrazioni è arrivata una circolare dalla Prefettura in cui si chiedeva di festeggiare il 6 novembre», spiega il sindaco. Un documento che ha messo un bel po' di confusione: «Non c'è stata chiarezza sulle disposizioni. Lo dimostra il fatto che alcuni Comuni hanno celebrato la ricorrenza il 4 novembre, altri il 6». Una circolare che non è stata vista di buon occhio nel palazzo comunale di Gavorrano, soprattutto per come, a parere di Borghi, ha "dissacrato" la ricorrenza. «Questa è burocrazia inutile», dice. «Se c'è una ricorrenza va festeggiata nel suo anniversario». Non si festeggia Natale il 28 dicembre, insomma. «Noi il prossimo 4 novembre ci saremo, così come il 25 aprile, il 1º maggio e il 2 giugno. Ma quest'anno volevamo sollevare il caso». Obiettivo raggiunto, viene da dire. «Anzi, ringrazio il centrodestra per avermi dato la possibilità di spiegare. So bene cos'è il 4 novembre: mio nonno era a combattere nella prima guerra mondiale».  Nobili intenti a parte, c'è anche un motivo pratico per cui a Gavorrano si è saltato un giro sul 4 novembre: alla voce di bilancio "spese di rappresentanza" la casella riporta la cifra zero.  «È stato approvato prima della mia elezione e me la sono trovata così», spiega Borghi. «Non avevamo i soldi neanche per commissionare una corona alla memoria. Posso anticipare che avremo lo stesso problema con la celebrazione di Santa Barbara».

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